Published On: 10 Marzo 2026

(Roma, 6 marzo 2026) – Con il restauro a opera dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa del Centro Sperimentale Cinematografico, riprende vita il Don Bosco di Goffredo Alessandrini. Il film è stato girato dal regista nel 1935, un anno dopo la canonizzazione del Santo fondatore di salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. La proiezione della versione restaurata avrà luogo il prossimo 11 marzo 2026 (ore 18.00) a Roma, presso il Cinema Teatro Don Bosco di via Publio Valerio 63 (raggiungibile con la metro A – Stazione Giulio Agricola). 

La proiezione sarà introdotta da una breve presentazione a cura di Mons. Dario Viganò, del prof. Renato Butera, del superiore dei Salesiani dell’Italia Centrale don Roberto Colameo e di Simone Starace, pubblicista esperto di cinema.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Dentro il festival “Custodi di sogni”

L’iniziativa si colloca all’interno del programma del festival Custodi di sogni che si svolge a Roma dal 9 al 15 marzo, in varie sedi disseminate nella città. Al festival vengono presentati gli ultimi restauri di pellicole di varie collezioni, dal cinema muto alle produzioni aziendali e militanti, fino ai film d’arte e religiosi, e per celebrare i venti anni di attività dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa d’Ivrea. Il programma permette di esplorare la ricchezza dei film storici, dei documentari d’arte e dei materiali d’archivio restaurati, offrendo una riflessione sui molteplici linguaggi, sulle esperienze e sulle narrazioni che l’Archivio custodisce e valorizza. Un’occasione unica per osservare come il cinema, attraverso il restauro e la conservazione, diventa strumento di memoria, ricerca e interpretazione del Novecento.

Un film sul santo dei giovani

Diretto nel 1935 da Goffredo Alessandrini e prodotto da Riccardo Gualino per la nascente Lux Film, Don Bosco fu girato tra Torino, Chieri, il Monferrato e gli studi Fert-Microtecnica. Racconta la vita del santo piemontese ed è considerato il primo film a soggetto religioso parlato realizzato in Italia, anticipando il filone del cinema agiografico d’autore. Per realizzarlo furono impressionati 40.000 metri di pellicola, di cui 2.500 montati, con un costo superiore a 2 milioni di lire. Il film non ebbe successo commerciale, complici l’inesperienza dei protagonisti e gli interessi divergenti tra la giovane Lux Film e la Congregazione dei Salesiani. Le tracce di questa complessa gestazione produttiva, emerse durante il restauro, hanno permesso di ricostruire la versione più fedele all’originale.

Il restauro e la rinascita di un patrimonio cinematografico

Il restauro digitale del film è stato realizzato a partire da un negativo nitrato conservato presso la Sede Centrale Salesiana e adesso affidato al CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa, e da un positivo nitrato della Fondazione Cineteca di Bologna, integrato con un positivo nitrato del Museo Nazionale del Cinema di Torino, due negativi e un positivo in 16mm di CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa e da un frammento positivo nitrato conservato dal George Eastman Museum. Le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio del CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa nel 2021.