
Dal 13 al 16 gennaio 2026, la comunità salesiana di Genova Sampierdarena ha ospitato le Giornate di formazione per i confratelli del Quinquennio dell’Italia Centrale (ICC). Non è stato solo un appuntamento in calendario, ma un’intensa esperienza di famiglia, vissuta in concomitanza con la Visita Ispettoriale, per rafforzare il senso di appartenenza e la missione comune.
Ritrovare il “posto del cuore”
Il cammino è iniziato con il ritiro spirituale presso il Santuario di Nostra Signora della Guardia, guidato dal Rettore don Andrea Robotti. È stato un momento fondamentale per “ritrovare il posto del cuore”: se il cuore non abita in Cristo, le nostre azioni rischiano di diventare un affannarsi inutile. Solo rimanendo radicati in Lui, la nostra attività pastorale acquista un senso profondo.
Una congregazione che respira missione
La visita al Museo delle Spedizioni Missionarie e al Museo nazionale dell’Emigrazione italiana ha toccato corde profonde. Renderci conto che un terzo dei nostri confratelli è impegnato nelle missioni ci ha ricordato che la natura della nostra Congregazione è intrinsecamente missionaria.
Formazione e Progetto Personale di Vita
L’incontro con il Vicario dell’Ispettore, don Daniele Merlini, ci ha spinti a lavorare sul Progetto Personale di Vita. In una quotidianità frenetica, il rischio è perdersi nel “fare”; riscoprire la propria identità di consacrati è ciò che ci rende autentici pastori dei giovani.
Particolarmente intenso è stato il confronto con don Silvio Roggia, Consigliere mondiale per la Formazione. Abbiamo analizzato la nuova Ratio e ci siamo messi in ascolto delle sfide attuali della nostra tappa formativa, confrontandoci con i nodi e le potenzialità che i giovani salesiani avvertono oggi.
Educazione alla Fede e vita quotidiana
Con don Andrea Lupi, Delegato di Pastorale Giovanile, abbiamo riflettuto sugli itinerari di Educazione alla Fede. Come confratelli inseriti nelle case, siamo stati chiamati a dare un contributo attivo a un cammino nazionale e ispettoriale che coinvolge l’MGS e le realtà locali, per una proposta educativa sempre più incisiva.
In seguito, don Piero Ingegnere ci ha aiutati a dare un nome a dinamiche psicologiche comuni in questa fase della vita, come l’ansia e la frustrazione legate alle prime grandi responsabilità. Un aiuto prezioso per sentirsi adeguati e preparati alle sfide del ministero.
Uno sguardo paterno sul futuro
L’ultimo giorno è stato segnato dall’incontro con l’Ispettore, don Roberto Colameo. In un clima di ascolto paterno, don Roberto ha condiviso lo stato di salute dell’Ispettoria, le sue prospettive e le preoccupazioni per i confratelli, rispondendo con profondità alle nostre domande.
Questi giorni, vissuti tra preghiera, studio e la fraternità della comunità locale, ci hanno restituito la bellezza di essere parte di un corpo ispettoriale vivo e in cammino.