
don Antonio Briasco
* Varazze, 13/09/1936 | + Roma, 30/08/2026
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Biografia
Don Antonio nasce a Varazze (SV) il 13 settembre 1936, figlio di Bartolomeo e Battistina Damonte. Nel 1956, a vent’anni e dopo aver frequentato il primo anno della Facoltà di Lettere, entra nel Noviziato di Varazze, dove emette la Prima Professione il 16 agosto 1957. Prosegue gli studi filosofici a Roma-San Callisto e svolge il tirocinio a Pietrasanta e a Genova-Sampierdarena. Completa gli studi teologici a Bollengo (TO), dove emette la Professione Perpetua il 24 marzo 1963. Viene ordinato sacerdote il 6 marzo 1965 nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino. Dal 1965 al 1976 presta servizio nella casa di Alassio come consigliere nella scuola. Dal 1977 al 1991 è a Genova-Sampierdarena, dove svolge diversi incarichi, tra cui aiuto economo, insegnante ed economo della casa, mettendo le proprie competenze al servizio della comunità. Dal 1991 al 2001 ricopre l’incarico di Economo ispettoriale, entrando a far parte del Consiglio ispettoriale. Successivamente continua il suo servizio come aiuto dell’Economo ispettoriale fino al 2003 e, dal 2003 al 2009, come Economo dell’Istituto Don Bosco di Genova-Sampierdarena. Il 1° maggio 2022, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute, viene trasferito nella Comunità Sant’Artemide Zatti di Roma, dove viene accolto, accudito e accompagnato negli ultimi anni della sua vita. Muore nella tarda serata del 30 agosto 2026.
Omelia
omelia del Superiore, don Roberto Colameo
Carissimi confratelli, parenti (Paolo, Margherita e Simonetta), confratelli e amici del caro Don Antonio Briasco, in questo giorno così “ordinario” che stiamo vivendo liturgicamente diamo il nostro riconoscente e affettuoso saluto al nostro caro confratello Don Antonio. Siamo qui, attorno all’altare del Signore per dire grazie per la sua vita totalmente dedicata al Signore e ai fratelli e per il ministero presbiterale vissuto con passione, amore e fedeltà. Vogliamo raccogliere i nostri sentimenti di gratitudine, i ricordi più belli, ma anche i segni concreti del passaggio di Dio nella vita del nostro caro confratello. Ci sentiamo in dovere di rappresentare quanti, parenti, giovani e adulti, confratelli e tanti laici che a diverso titolo hanno condiviso con lui impegni e responsabilità e hanno beneficiato del ministero pastorale di Don Antonio nei lunghi anni di generoso servizio e nelle diverse responsabilità che ha ricevuto.
Provvidenzialmente il brano letto ci dà anche una chiave di lettura per dare un significato pieno alla vita cristiana, alla vita consacrata e sacerdotale, alla vita di Don Antonio.
La risposta di Simone all’invito di Gesù a prendere ancora il largo per gettare le reti suonava in effetti un po’ leziosa. Educata e religiosa, ma con un retrogusto di comprensibile diffidenza:
«Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti» (Lc 5,5).
In effetti, con quale autorità questo emergente rabbì pretendeva di insegnare il mestiere a collaudati pescatori che avevano provato a gettare le reti per un’intera notte senza alcun risultato? Che Simone non fosse inizialmente convinto del paradossale suggerimento di riprendere la pesca in pieno giorno, lo si capisce dall’epilogo del racconto, quando il miracolo delle due barche piene lascia tutti sorpresi e Simone addirittura sbigottito. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». (Lc 5,8). Il Signore Gesù non sembra affatto preoccupato di fronte agli ostacoli che il cuore di Simone porta con sé e lo invita a volgere lo sguardo altrove, al largo rispetto a sé stesso, per realizzare quale grande trasformazione sta iniziando a compiersi nella sua vita. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5,10).
La sequela inizia e continua nella misura in cui abbandoniamo quella razionalità con cui ci ostiniamo a misurare la realtà, per continuare a sopravvivere mediante l’illusione del possesso e dell’autorealizzazione. Paolo liquida le lamentele in seno a una comunità che si mostra ancora stolta «davanti a Dio», ricordando loro quale grande ricchezza attende chi sprofonda - libero - nella povertà di spirito indicata dal vangelo. Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio (1Cor 3,21-23). Gregorio Magno, di cui oggi facciamo memoria, scrive: “«Può non essere faticosa all'uomo la rinuncia alle proprietà, ma l'impresa ardua è proprio nel rinnegare se stessi. Infatti, è un sacrificio minore lasciare perdere ciò di cui si è in possesso: la difficoltà estrema sta nel distacco totale da ciò che si è» (Homiliae in Evangelia, XXXII, 1: PL 76, 1233).
Don Antonio è nato Varazze (SV) il 13 settembre 1936 da papà Bartolomeo e mamma Battistina Damonte. Entra un po’ “grande” (per i tempi) in Noviziato, a venti anni, nel 1956, dopo aver già frequentato il primo anno di Università nella Facoltà di Lettere. Scrive nella domanda di ammissione: “confidando nell’aiuto della Madonna, spero in questo mio atto, di giovare grandemente all’anima mia e di mettermi nelle migliori condizioni per dare il mio piccolo contributo alla grandiosa opera di apostolato, che la Pia Società svolge nel mondo”. Frequenta il Noviziato a Varazze nell’anno 1956-57 ed emette la sua prima professione a Varazze il 16 agosto del 1957. Frequenta gli studi filosofici a Roma-San Callisto, svolge quindi il suo tirocinio prima a Pietrasanta, nel Noviziato, e poi a Genova-Sampierdarena negli anni 1959-1962. Per gli studi teologici risiede nella casa di Bollengo (TO). A Ivrea riceve gli ordini minori ed emette la professione perpetua a Bollengo il 24 marzo 1963. È ordinato sacerdote il 6 marzo del 1965 a Torino, nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Divenuto sacerdote, riceve la prima obbedienza che lo porta nella casa di Alassio, dove è consigliere nella scuola dal 1965 al 1976. Dal 1977 al 1991 si traferisce a Genova-Sampierdarena dove avrà successivamente i compiti di aiuto economo, insegnante a Genova e anche ad Alassio, Economo della casa. Nel 1991 viene nominato Economo ispettoriale, entrando dunque anche a far parte del Consiglio ispettoriale, fino al 2001. Finito tale periodo rimane per due anni aiuto dell’economo ispettoriale, fino al 2003 e quindi dal 2003 al 2009 economo dell’Istituto Don Bosco di Genova-Sampierdarena. Il 1° maggio 2022 le aggravate condizioni di salute suggeriscono il trasferimento nella comunità Sant’Artemide Zatti di Roma, dove verrà accudito e accompagnato verso la conclusione della vita, che avviene nella tarda serata del 30 agosto 2026.
Alla luce della Parola di Dio e del profilo biografico abbiamo soltanto percepire un poco del dono che il Signore ha fatto alla nostra Congregazione. La sua cartella in archivio, contiene l’essenziale, direi il dovuto. Ma un uomo non lo si può conoscere solo attraverso le carte, la sua vita è stata una narrazione di Dio. Lui ha costruito la casa della sua vita sulla roccia e nessuna piena l’ha smossa. È stato l’uomo che evangelicamente si è messo a servire… nonostante tutto.
Mi piace condividere con voi quanto ho ricevuto come testimonianza da don Alberto Lorenzelli, oggi Vescovo ausiliare per l’Arcidiocesi di Santiago del Chile e, nella stessa, Vicario generale e nostro ex-Ispettore. “Ho vissuto con don Antonio Briasco molti anni in Comunità e, nel momento della sua morte, sento il bisogno di ricordarlo con gratitudine e affetto. Di don Antonio ho sempre apprezzato anzitutto l’intelligenza, la preparazione e il desiderio costante di conoscere e di formarsi. Era una persona schiva, poco incline a mettersi in mostra. Non cercava di apparire e spesso rimaneva in secondo piano. Ma dietro quella riservatezza c’era una personalità ricca e una spiritualità profonda, vissuta con discrezione e senza ostentazione.
Seguiva con attenzione la vita della Chiesa, il Magistero e la realtà salesiana. Si teneva informato, leggeva, approfondiva e, quando aveva qualcosa da condividere, lo faceva con la precisione e il rigore che lo caratterizzavano. In lui c’era una vera passione per la formazione: formarsi personalmente e, nello stesso tempo, aiutare gli altri a conoscere, a capire, a essere informati.
Ha svolto con serietà e competenza diversi incarichi nella vita salesiana. È stato un buon amministratore nella Comunità salesiana di Genova Sampierdarena e successivamente Economo Ispettoriale dell’Ispettoria Ligure-Toscana. Anche in questi compiti ha manifestato le sue qualità di uomo preciso, responsabile e rigoroso, sempre attento a svolgere bene ciò che gli era affidato. Ma molti lo ricordano soprattutto come professore di Lettere e Letteratura italiana nella Comunità di Alassio. È stato un docente apprezzato, capace di trasmettere non soltanto conoscenze, ma anche amore per la cultura e per la parola. Sono tanti gli Exallievi che ancora lo ricordano con riconoscenza.
Negli ultimi anni, quando avrebbe potuto forse rallentare il ritmo del suo impegno, don Antonio ha continuato a rendersi disponibile. Si è dedicato con passione all’ordinamento e alla catalogazione della Biblioteca di Sampierdarena. Anche qui è emerso il suo stile: rigoroso, silenzioso, metodico, ma sempre disponibile. Un lavoro prezioso, fatto senza cercare riconoscimenti, con la convinzione che anche questo fosse un modo concreto di servire la Comunità e di custodire una memoria che appartiene a tanti. Ripensando a don Antonio, mi viene da dire che la sua è stata una presenza che non aveva bisogno di imporsi per lasciare un segno. La sua discrezione poteva forse farlo apparire meno di quanto realmente fosse. Ma chi ha avuto la possibilità di vivere accanto a lui ha potuto conoscere la profondità della sua persona, la sua serietà, la sua preparazione, la sua fedeltà alla vita salesiana e quella spiritualità che custodiva con tanta riservatezza”.
Noi diciamo grazie al Signore per il dono che ci ha fatto nella persona di Don Antonio. Vogliamo custodire nel cuore ciò che lui è stato e quanto egli ci lascia come preziosa eredità…non cose, ma una vita donata in piccoli gesti e nelle pieghe ordinarie dell’esistenza di ogni giorno. E lo ricordiamo con gratitudine per tutto ciò che ha donato, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori. Che il Signore lo accolga nella sua pace e gli conceda la gioia dell’incontro con Lui. E a noi rimanga il ricordo di un confratello intelligente, preparato, rigoroso e discreto, ma soprattutto di un uomo che, nel suo stile silenzioso, ha saputo essere una presenza preziosa per tanti. Vogliamo pregare il Signore perché il posto di Don Antonio non rimanga vuoto…pregare perché giovani generosi della sua terra, del suo paese, di questa comunità rispondano alla chiamata del Signore per essere salesiani e sacerdoti a servizio dei giovani. Don Antonio dal cielo farà la sua parte, ma la nostra collaborazione è importante con la preghiera, l’esempio e l’impegno perché la risposta avvenga e sia totale, generosa e gioiosa.
A nome di tutta la Circoscrizione, dei tanti confratelli che lo hanno conosciuto, amato e apprezzato, formulo a Don Karim, alla comunità salesiana di Roma Sant’Artemide Zatti e ai parenti di Don Antonio, le più sentite e fraterne condoglianze. Ringrazio per l’affetto e l’attenzione avuta nei confronti del caro confratello. Un grazie sentito alle Suore, al personale per le premure, la delicatezza con cui siete vicini a nostri confratelli. Il Signore vi ricompensi come sa fare lui.