
Dal 15 al 19 giugno 2026 si è svolta ad Addis Abeba, in Etiopia, la Consulta Mondiale della Formazione dei Salesiani di Don Bosco. L’incontro, guidato da don Silvio Roggia, Consigliere mondiale della Formazione e dai membri del Settore Formazione della Congregazione, ha riunito i responsabili dell’animazione formativa della Congregazione, i coordinatori regionali e i direttori dei centri di formazione. E’ stato offerto uno spazio di ascolto, confronto e progettazione sulle principali sfide della formazione salesiana oggi.
Le giornate sono state scandite dalla preghiera, dalla celebrazione eucaristica, dalla riflessione personale e dal lavoro comunitario. La Lectio divina iniziale, dedicata al brano evangelico «Voi siete il sale della terra e la luce del mondo» (Mt 5,13-18), ha indicato l’orizzonte spirituale dell’intera Consulta. La formazione non è finalizzata alla semplice conservazione delle strutture, ma alla crescita di salesiani e comunità capaci di offrire sapore, luce e testimonianza evangelica ai giovani e alla società.

Al centro dei lavori è stata posta la nuova Ratio Fundamentalis Institutionis et Studiorum (5a edizione, 2026). Essa è stata presentata non soltanto come un testo normativo, ma come un processo di Congregazione, maturato attraverso un ampio cammino di ascolto, discernimento e partecipazione. La Ratio intende rendere concretamente praticabile oggi il progetto vocazionale espresso dalle Costituzioni, custodendo l’unità del carisma e, nello stesso tempo, valorizzando la diversità delle culture e dei contesti.
I partecipanti hanno approfondito le modalità con cui accompagnare la recezione della Ratio nelle Regioni e nelle Ispettorie. Particolare attenzione è stata dedicata al Piano regionale di formazione, nuovo strumento chiamato a tradurre gli orientamenti della Congregazione nelle diverse realtà culturali. Tale piano dovrà individuare priorità, obiettivi e linee di azione condivise, sostenere la collaborazione tra le Ispettorie e garantire continuità tra le diverse fasi formative, mantenendo un fecondo equilibrio tra inculturazione e unità carismatica.
Un altro tema affrontato è stato il passaggio del Curatorium delle case di formazione da appuntamento periodico a vero processo di corresponsabilità. Le strutture formative interispettoriali e interregionali richiedono infatti una partecipazione più stabile degli Ispettori, una programmazione condivisa, la disponibilità di formatori qualificati e un’attenta verifica dei cammini.

La Consulta ha ribadito con forza l’importanza della preparazione dei formatori. Non sono sufficienti la buona volontà o l’esperienza personale. Occorrono competenze nell’accompagnamento spirituale, capacità di ascolto e discernimento, maturità affettiva, sensibilità interculturale, conoscenza del mondo giovanile e della cultura digitale. È stata sottolineata anche la necessità di preparare esperti di salesianità, docenti, guide spirituali e confessori, inserendo queste esigenze nei piani ispettoriali di qualificazione.
Gli interventi hanno inoltre richiamato la formazione permanente vissuta nei contesti di trasformazione sociale, crisi e conflitto. Le esperienze provenienti dall’Etiopia, dal Medio Oriente e da altre zone segnate da instabilità hanno mostrato che le situazioni difficili possono diventare luoghi formativi, purché siano accompagnate da una rilettura spirituale e comunitaria.
Sono stati affrontati anche il tema della coscienza ecologica, ascoltato il contributo dei centri regionali di formazione e discusso sul valore delle esperienze formative internazionali e interculturali.
L’ultima giornata ha concentrato l’attenzione sulla formazione permanente delle comunità locali, sul passaggio dalla formazione iniziale alle comunità apostoliche, con particolare riferimento al tirocinio e al quinquennio, e sul ruolo degli “agenti” di animazione: Ispettori, delegati, commissioni ispettoriali, coordinatori e centri regionali.

La Consulta si è conclusa con una valutazione condivisa e con l’impegno a proseguire il cammino in forma sinodale. Un grazie sincero alla comunità ispettoriale di Addis Abeba e all’Ispettoria AET per l’accoglienza fraterna e la disponibilità a venire incontro a tutte le esigenze che l’incontro ha comportato. Grazie anche a questo, il clima dell’incontro è risultato veramente fraterno e segnato dall’impegno di qualificare sempre più la nostra formazione. Come salesiani rimaniamo sempre al passo del servizio verso i giovani e realizzando il primo scopo per cui don Bosco ha fondato la Congregazione Salesiana: la santità di ogni suo membro.
don Daniele Merlini