Published On: 20 Giugno 2026

Tra gioco, amicizia e piccoli gesti che insegnano a crescere

È partita con entusiasmo e una partecipazione che ha saputo sorprendere gli stessi organizzatori la prima settimana dell’Estate Ragazzi della Parrocchia San Ponziano di Olbia. Se all’inizio di giugno le iscrizioni procedevano con una certa lentezza, nel giro di pochi giorni la proposta ha raccolto la fiducia di molte famiglie della città. Si è arrivati così a coinvolgere circa ottanta bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie.

Per la comunità salesiana presente in città si tratta di una proposta particolarmente significativa. Per la prima volta viene realizzata un’attività estiva strutturata per l’intera giornata e distribuita lungo sei settimane consecutive.

Sono circa ottanta i bambini e i ragazzi che ogni giorno animano gli spazi dell’oratorio. Sono guidati da un gruppo di giovanissime animatrici alla loro prima esperienza educativa e da tre confratelli salesiani che condividono la responsabilità e la gioia di questa avventura.

Ad accompagnare il cammino di quest’anno è la figura del profeta Giona. La sua storia, fatta di fughe, paure, amicizie inattese e nuove ripartenze offre ai ragazzi l’occasione per interrogarsi sul proprio posto nel mondo e sulla chiamata al bene che ciascuno porta nel cuore. Attraverso giochi, laboratori, momenti di riflessione e di preghiera, il racconto biblico diventa così una bussola capace di orientare le giornate e le relazioni.

La prima settimana ha alternato esperienze molto diverse tra loro. Lunedì e venerdì sono stati vissuti negli spazi dell’oratorio di San Ponziano, tra grandi giochi, attività di gruppo e momenti comunitari. Martedì il gruppo ha raggiunto il mare: una risorsa preziosa per una città come Olbia. Mercoledì ragazzi e animatori hanno trascorso la giornata nel Parco Fausto Noce, uno dei principali luoghi di incontro della città. Giovedì è stata la volta del Parco Avventura di Santa Lucia, nel territorio di Siniscola.

Come spesso accade nelle esperienze educative, tuttavia, i frutti più belli non sono quelli programmati, ma quelli che sbocciano quasi in silenzio. Proprio durante la giornata al Parco Avventura si è vissuto un episodio semplice, ma capace di raccontare molto bene il clima che si sta costruendo.

Un ragazzo di prima media aveva tutte le caratteristiche per accedere ai percorsi più impegnativi. Era abbastanza grande, abbastanza alto e avrebbe potuto cimentarsi nelle attività più spettacolari e adrenaliniche. Accortosi però che un bambino di seconda elementare era intimorito dal percorso pensato per la sua età, ha chiesto di poter restare con lui. Lo ha accompagnato, incoraggiato e aiutato ad affrontare le sue paure. Più tardi gli è stata offerta la possibilità di recuperare i percorsi riservati ai più grandi, ma ha preferito rinunciare per continuare a stare con il gruppo e partecipare ai giochi insieme agli altri ragazzi.

Sono gesti che durano pochi minuti e rischiano quasi di passare inosservati. Eppure proprio in questi momenti si riconosce il valore di un’esperienza educativa. Non si tratta soltanto di organizzare attività o riempire il tempo estivo. Si tratta piuttosto di creare occasioni in cui i ragazzi imparino a guardarsi attorno, a prendersi cura gli uni degli altri e a scoprire che la felicità non nasce sempre dal fare ciò che piace di più, ma spesso dal condividere il cammino con qualcuno.

Forse è proprio in episodi come questo che si manifesta il frutto più autentico dello stile educativo salesiano: quando un ragazzo sceglie spontaneamente di mettere al centro non se stesso, ma un compagno che ha bisogno di aiuto.

È questo, in fondo, il sogno che anima ogni oratorio salesiano: far crescere buoni cristiani e onesti cittadini attraverso relazioni autentiche, amicizia, gioco e responsabilità. Se la prima settimana è stata soltanto l’inizio, i semi gettati in questi giorni lasciano già intravedere una promettente stagione di crescita per tanti ragazzi della città di Olbia.