
Custodire, chiarire e orientare. Sono state queste le parole d’ordine che hanno introdotto i lavori della Giornata d’Ambiente per i Centri di Formazione Professionale (CFP), svoltasi il 27 marzo presso il Borgo Don Bosco di Roma.
L’iniziativa, coordinata dal presidente delle associazioni CNOS-FAP regionali, don Maurizio Lollobrigida, è stata un’occasione di incontro e confronto. Hanno partecipato direttori, coordinatori, tutor e formatori provenienti da tutte le regioni dell’Ispettoria.
Quali sfide per il futuro e quali proposte per affrontarle?
L’obiettivo comune è stato dare seguito al lavoro della Consulta Pastorale dello scorso novembre. In particolare, si è cercato di mettere a fuoco quali possano essere le sfide per il futuro e formulare proposte su come affrontarle. Il tutto preservando lo stile salesiano di apertura, accoglienza e attenzione alla relazione umana.
La giornata, aperta con i saluti dell’Ispettore, don Roberto Colameo. Successivamente si sono svolti due momenti di laboratorio e confronto, nei quali i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi. Durante la mattinata, i gruppi hanno lavorato per individuare la direzione da seguire, diventando simbolicamente l’ago della bussola salesiana.
Quale direzione scegliere? E soprattutto, quali aspetti dello stile educativo salesiano preservare?

I lavori si sono interrotti per il pranzo, preparato dai ragazzi del corso di ristorazione del CFP del Borgo. Un momento molto apprezzato, che ha permesso di valorizzare sia la qualità dei piatti sia la proposta educativa dei CFP. Gli ospiti hanno anche avuto l’opportunità di visitare il centro e i laboratori.
Nel pomeriggio, le attività sono riprese con una nuova modalità di lavoro. I gruppi sono stati organizzati non più per area geografica, ma per ruolo. Formatori, tutor, coordinatori pastorali e direttori si sono confrontati portando ciascuno il proprio punto di vista. Tutti hanno apprezzato la possibilità di ascoltare le diverse prospettive che animano un CFP.

CFP: case e comunità salesiane
Il risultato finale è stato chiaro. I centri di formazione professionale non intendono rinunciare al DNA salesiano. Al contrario, lo considerano un punto di forza e un elemento distintivo, riconosciuto anche dai ragazzi. I CFP vogliono essere prima di tutto case e comunità. L’obiettivo comune è accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, anche attraverso comportamenti coerenti da parte degli educatori.
Le proposte emerse guardano al futuro. Tra queste: maggiore stabilità per progettare con continuità, uno stile educativo condiviso con più attenzione al dialogo interreligioso e un’identità salesiana forte. Un’identità capace di contrastare il rischio di una deriva amministrativa.
Al termine della giornata, i partecipanti hanno presentato le conclusioni. L’incontro si è chiuso con il saluto di don Maurizio Lollobrigida, che ha lasciato un messaggio chiaro e incisivo: «Non si può più tornare a lavorare da soli.»

Andrea Mancini