
In questa calda domenica del 20 luglio si apprestano a partire alla volta di Subiaco undici giovani delle nostre Comunità Educative Pastorali per compiere un pellegrinaggio a ritroso, rispetto a quello che portò il giovane Benedetto ad allontanarsi da Roma, dall’Urbe, per cercare Dio in quella forma della vita monastica, che l’Oriente cristiano aveva sperimentato già dal secolo precedente.
Dopo alcuni anni di assenza riprende vigore questo appuntamento importante dell’animazione vocazionale della nostra ispettoria, pensato per quei giovani che, al termine del cammino del Gruppo Ricerca Discernimento o di altri cammini con i propri accompagnatori spirituali, sentono l’esigenza di un tempo forte di riflessione e di preghiera per interrogarsi più apertamente rispetto alla vocazione consacrata salesiana.
Accompagnati dall’equipe formata dal futuro animatore vocazionale, don Stefano Casu, una coppia di salesiani cooperatori di Livorno, il prete novello don Paolo Torella e il giovane confratello Antonio Cini, gli undici, di età compresa fra i 18 e i 26 anni, da Subiaco raggiungeranno Roma, passando per Genazzano, Artena, Castelgandolfo, Roma Don Bosco per raggiungere la Basilica di San Pietro, meta finale del loro pellegrinaggio. Zaino in spalla, percorreranno i sentieri del Lazio sostenuti dalla compagnia di Benedetto, un giovane come loro, capace di scelte radicali e dal profeta Giona, in discernimento sulla volontà del Signore su di Lui, volontà da cui vuole scappare, ma che al tempo stesso gli donerà di incontrare il vero volto del Dio misericordioso e pietoso.
«Sì, è un cammino a ritroso, rispetto a quello di Benedetto, per riscoprire, insieme a lui e al complicato Giona, come donare vita, come mettersi a servizio di questo mondo, della città, della Chiesa», afferma don Stefano Casu, responsabile del Campo Vocazionale, «un cammino ritmato dalla Parola di Dio, dal silenzio, dalla condivisione, dalla fraternità per riscoprire la nostra vita come vita donata».
A ciascuna delle nostre comunità salesiane e delle intere CEP è chiesto il sostegno della preghiera in questi giorni di cammino e per quei ragazzi delle nostre case da poter invitare l’anno prossimo ad una esperienza così forte e bella di scoperta e custodia dei germi di vocazione che il cuore di tanti nostri ragazzi custodisce.
don Michelangelo Dessì, sdb