XV Assemblea ispettoriale ICC 2022

Roma don Bosco - 25/27 agosto

 
   

Si è tenuta al don Bosco di Roma dal 25 al 27 agosto 2022 la XV Assemblea ispettoriale della ICC. Sono stati tre giorni ricchi di formazione, testimonianze e condivisioni, vissuti come sempre nel pieno spirito di famiglia, che ci hanno aiutato a riflettere sul nuovo anno pastorale, guidati dal tema Noi ci s(t)iamo. Non con le percosse, ma con la mansuetudine. Questo anno, che chiude il triennio di proposte pastorali ispirate al sogno dei nove anni, ci chiama ad approfondire il nostro modo carismatico di agire, di educare, di evangelizzare. 


Ad aprire i lavori della prima giornata, la testimonianza di don Fabio Rosini, che ci ha raccontato come è nata la sua modalità di evangelizzazione dei giovani nell’esperienza de “I Dieci comandamenti” e “I sette segni del Vangelo di Giovanni”. La “creatività”, ci ha ricordato don Fabio, viene spesso intesa come “creatio ex nihilo” ma come figli di Dio siamo chiamati ad intenderla come “creatio ex deo”. Non si tratta quindi di inventare qualcosa di nuovo, ma dell’arte di usare e valorizzare le cose che ci vengono date dal Padre. Da qui l’idea dei “Dieci Comandamenti”, nata dal Vangelo stesso, assecondando un’iniziativa della Provvidenza che lo ha portato a porsi in ascolto (e poi in dialogo) dei giovani in pieno spirito di accoglienza. 


Nella seconda parte della prima giornata, Cecilia Corrias e Alessandro Iannini hanno ricordato la figura salesiana di don Alfonso Alfano, venuto a mancare qualche anno fa. Un uomo “in ricerca”, mosso dalla passione per i giovani più poveri e dalla volontà di salvezza delle loro anime. Dietro alla sua passione educativa, la certezza che in ogni ragazzo c’è Dio, c’è un punto accessibile al bene. E quando il giovane scopre questa “meraviglia” la sua vita cambia, perché dietro alla sua “povertà” si cela un profondo bisogno di affetto, di comprensione e di bene. L’educazione, ricordava Zifonso, è cosa di cuore e richiede tempo, fatica, flessibilità, coraggio e pazienza. Il buon educatore è colui che impara il rispetto, inteso come la capacità di leggere i segni, di considerare (leggere le stelle) le cose che non vengono dette e che risultano fondamentali nel suo progetto educativo. Don Alfonso aveva questo sguardo “educato”, attento, abituato a guardare le cose importanti. Per ogni ragazzo creava un abito su misura, perché potesse sperimentare di essere amato nella propria unicità e potesse chiedersi da dove viene un amore così grande. 

La figura di don Alfonso è stata ricordata anche a conclusione della prima giornata dell’Assemblea mediante uno spettacolo teatrale guidato da Pierluigi Tortora. 


La relazione dell’Ispettore, don Stefano Aspettati, intitolata “Il futuro della nostra Gioiosa presenza al servizio dei giovani dell’Italia Centrale” ha introdotto la seconda giornata dell’Assemblea. 


Dopo un attento quadro dell’attuale contesto sociale,

ecclesiastico e della Congregazione, l’Ispettore ha evidenziato le scelte fondamentali del nostro futuro progetto: “vivere con i

giovani e soprattutto con i più poveri, in comunità (religiose e CEP) che mettano al centro Gesù Cristo e il suo annuncio, all’interno di un “corpo” ispettoriale impegnato in un coraggioso ridisegno.”

L’accento è stato posto proprio sulla necessità di ridisegnare il Modello Organizzativo e sull’essere capaci di imparare e mantenere una mentalità aperta e flessibile per cogliere le opportunità che ogni situazione storica ci dà, continuando ad attingere alla fonte del Vivente, guidati dallo Spirito. 


Nel pomeriggio ogni ambiente educativo (scuola, formazione professionale, parrocchia-oratorio, case famiglia e centri diurni) ha portato avanti un laboratorio sull’evangelizzazione dei giovani più poveri. A conclusione dei lavori abbiamo partecipato alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo del settore Est della diocesi di Roma, Mons. Riccardo Lamba. Al termine della Messa, don Francesco Marcoccio, vicario dell’Ispettore, ha omaggiato con un piccolo dono i confratelli che celebrano gli anniversari giubilari di professione e/o ordinazione. 


Durante la mattina della terza giornata sono state date le linee guida per la Pastorale Giovanile, l’Economia, la Formazione e la Famiglia Salesiana, con tutte le iniziative e proposte per quest’anno. A seguire tutta la comunità si stretta in preghiera nella Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Ispettore don Stefano Aspettati, durante la quale Samuel Kafumbu Kadiata ha emesso la sua professione perpetua.


I vari momenti vissuti insieme, il confronto e l’amicizia fraterna che ci lega, sono stati un dono per iniziare con gioia questo nuovo anno pastorale. Questa gioia che abbiamo dentro, come ci ha ricordato don Stefano, la dobbiamo custodire e annunciare ai giovani più poveri che “sono il battito del nostro cuore, coloro che ci fanno alzare al mattino, il motivo per cui esistiamo nella Chiesa. Essi sono i nostri destinatari e i nostri maestri”.


Antonella Sedda





 

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