Professione perpetua di Marco Tagliavini

domenica 7 febbraio 2021 ore 10

 
 
Domenica 7 febbraio 2021 alle ore 10 si terrà presso la Parrocchia San Giovanni Bosco e San Gaetano a Genova Sampierdarena, la professione perpetua di Marco Tagliavini. 
La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina facebook Oratorio Don Bosco Sampierdarena 
Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Tra poco sarai “salesiano per sempre”, cosa vuol dire?
Vuol dire che…continuerò ad essere salesiano, ma impegnandomi pubblicamente per sempre. Mi spiego: sono salesiano già dall’8 settembre 2014 e fin da allora l’intenzione è stata di esserlo per sempre. Ma la Chiesa – con saggezza – chiede di discernere in profondità e questo chiede tempo. Insomma, ben venga l’entusiasmo ma le scelte non possono basarsi soltanto su quello. Adesso viene il tempo in cui confermare “per sempre” questa consacrazione.
Non hai paura di fare una scelta definitiva?
No, se guardo alla fedeltà di Dio. La paura nasce quando rischio di fondare questa scelta sulle “mie” forze. Per questo ho bisogno che si preghi per me, perché io radichi la mia fedeltà sulla roccia che è il Signore. E allora no, non ho paura: mi fido di Dio più che di me!
Quali sono i sentimenti che stai vivendo in questa fase?
Soprattutto commozione, perché prendo sempre più coscienza del dono immenso della vocazione. Ma ci rendiamo conto? Il Signore mi ha pensato, amato, desiderato salesiano da sempre…wow! Non posso che accogliere questo dono…per sempre!
Perché hai deciso di diventare salesiano?
Perché sono felice. Perché non c’è per me vita più bella, perché è la via che mi conduce a Cristo. Il Signore mi ha letteralmente conquistato con lo stile di don Bosco: nell’incontro con alcuni salesiani che mi hanno affascinato, nelle esperienze con i giovani che hanno iniziato a dare un senso profondo alla mia vita, il Signore mi ha mostrato una felicità che non conoscevo e non potevo immaginare così grande. Ho deciso di diventare salesiano perché credo che davvero il Signore mi abbia pensato per questa vita.
Il tuo percorso nel Movimento Giovanile Salesiano ti ha aiutato? In cosa?
Nello spalancare lo sguardo e scoprire una realtà straordinaria come non potevo nemmeno immaginare! Ho conosciuto l’oratorio attendendo che papà mi venisse a prendere dopo la scuola (solite cose: prendo il pallone con la tessera dell’oratorio, tenendo d’occhio la porta da calcio durante la preghiera in cortile, pronto a scattare, non appena finita, per conquistarla); mi sono affezionato all’oratorio attraverso l’Estate Ragazzi e i preziosi amici conosciuti lì; mi sono innamorato del carisma salesiano nelle esperienze del MGS: prima in Liguria e Toscana, poi in Italia Centrale, poi in Europa e…nel mondo! Scoprire tanti giovani che come me condividevano la stessa gioia e lo stesso stile mi ha davvero allargato gli orizzonti e il cuore. Al ritorno dalla GMG di Madrid (2011), un caro amico mi ha chiesto se avessi mai pensato a diventare salesiano, perché aveva visto in me – in quei giorni – uno sguardo particolare che gli aveva suggerito che ero “al posto giusto”: evidentemente si era accorto di cosa il Signore stava costruendo. Insomma, il MGS è stato veicolo, strada, tramite perché germogliasse in me quel seme salesiano che il Signore aveva piantato da tempo.
In questi anni di formazione avrai sicuramente avuto dei momenti di incertezza, come li hai affrontati?
I momenti di incertezza nascono quando mi “con-centro” su me stesso, quando perdo di vista che il Signore ripete: «non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi». Me ne accorgo quando fatico a gestire le occupazioni e le preoccupazioni (che certamente ci sono e ci saranno, come per tutti), perché significa che sto cercando di reggere sulle “mie” forze. In questi anni di formazione sto imparando sempre più a centrarmi su Cristo. E scopro sempre più che invocare lo Spirito Santo dona davvero forza e serenità!
Un salesiano, per carisma, vive per i giovani e in mezzo a loro, questo momento di pandemia rende tutto più difficile. Da salesiano, come riesci a vivere questa fase?
Ringrazio il Signore delle opportunità che anche in questo tempo di pandemia non mancano per restare in contatto con i giovani (con tutta la creatività che ciò richiede!), anche se non posso nascondere che – come tutti – fremo nell’attesa di riabbracciarci e condividere quei momenti ed esperienze significative per le relazioni. Tuttavia, come salesiano, questo tempo mi sta insegnando che sono chiamato a donare la vita “per” i giovani…anche se non sempre “con” loro. Penso a tanti confratelli che, per incarichi o per salute, non possono stare in mezzo ai giovani, ma non per questo si donano meno a loro! Ho tanti esempi di santi confratelli che pregano e si spendono senza risparmio pur “vedendo” poco i giovani. Anche la mia professione perpetua sarà una celebrazione senza “grandi” affluenze, ma con tante persone – e tanti giovani – che pregano a distanza (e per questo sono immensamente grato) e tante che porto nel cuore anche se non ci vedremo in quella occasione. Ebbene, credo che – nonostante sia mio desiderio avere tutti presenti – l’impossibilità di trovarsi mi aiuti a radicare il senso della consacrazione religiosa salesiana; permettetemi di dire così: non sono consacrato “ai giovani”, ma consacrato a Dio per i giovani! Per quelli presenti e assenti, vicini e lontani, per quelli che conosco e per quelli che ancora non conosco.
Cosa ti sentiresti di dire a un giovane che si interroga sul proprio futuro?
Fidati di Dio. Il Signore ti ha pensato, amato, voluto perché tu sia felice! Non pretende da te nulla che non sia la gioia più grande. Il Signore propone meraviglie e attende la tua risposta: non temere e non aspettare a metterti in cammino con Lui! Confrontati sinceramente con una buona guida spirituale, invoca lo Spirito e realizza il capolavoro che Dio vuole realizzare con te, in te e attraverso di te!





In questo piccolo video, Marco racconta la sua storia vocazionale e il ruolo fondamentale del Movimento Giovanile Salesiano.





 

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