Padre, maestro e guida spirituale

Otto nuovi direttori insediati nelle case dell'ispettoria

     In questi giorni nelle comunità della nostra ispettoria stanno avendo luogo gli insediamenti dei nuovi direttori. Si tratta di un evento nient’affatto formale, perché è il momento in cui la comunità riceve attraverso il Rettor Maggiore – a sua volta mediato dall’Ispettore – il nuovo “padre”, anzi più precisamente il “padre, maestro e guida spirituale”, come recita l’art. 55 delle nostre Costituzioni. 
Sono otto le Opere della ICC interessate. In Liguria sono due i neodirettori, don Giorgio Colajacomo e don Sergio Pellini, rispettivamente nelle case Alassio e Genova Sampierdarena. Don Francesco Galante, neodirettore di Macerata, prende il posto di don Flaviano D’Ercoli, insediato direttore presso l’Opera Salesiana Teresa Gerini di Roma. Sempre a Roma, presso Santa Maria della Speranza, c’è stato l’insediamento di don Giorgio Zazza. Vasto, in provincia di Chieti, sarà la nuova casa di don Alvaro Forcellini, mentre don Giovanni Molinari sarà direttore a Perugia. Ultimo in ordine cronologico è don Giovanni Masala, che sarà insediato il 4 ottobre a Nuoro.
Recentemente il Dicastero della Formazione ha pubblicato il nuovo manuale del Direttore che titola Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano. Esso rivede il precedente manuale del 1986 a partire anzitutto dal titolo (non più Manuale del Direttore Salesiano) e viene consegnato a tutti i confratelli e non più solo ai direttori. Tutto questo ci permette di osservare che la figura del direttore salesiano ha subito delle modificazioni col passare degli anni e col cambiare delle situazioni; i recenti documenti cercano di recepire ed orientare queste evoluzioni, senza tradire l’originalità e la centralità che il Direttore ha nella nostra tradizione e che don Bosco ha voluto fin dall’inizio. In sostanza il Direttore è: 
- custode dell’identità consacrata salesiana
- animatore e guida della comunità religiosa salesiana e della missione
- assieme alla comunità religiosa al servizio dell’unità globale dell’opera (che ha una CEP, un PEPS e si trova in un territorio civile ed ecclesiale).
Per questi motivi egli è al servizio di ogni confratello perché realizzi “la sua personale vocazione”, ma anche al servizio dell’intera comunità educativa (CEP) che si riconosce in un progetto (PEPS). Il suo compito, sempre secondo l’art. 55, è infatti rappresentare “Cristo che unisce i suoi nel servizio del Padre”. La missione è unica, affidata dal Padre, bisogna riconoscerla ed attuarla nell’unità. Adesso è maggiormente sottolineato il fatto che nell’espressione “i suoi” stanno anzitutto i confratelli, ma anche i laici collaboratori e soprattutto quelli che hanno scelto di essere corresponsabili della missione. Per questo motivo sempre più spesso alla celebrazione dell’insediamento i nuovi direttori sentono il bisogno di invitare e far partecipare anche una rappresentanza di laici e sempre per questo motivo soprattutto si ricorda che il direttore ha bisogno di essere riconosciuto nella sua autorità – che non si dà da solo, ma che è un servizio – e ha bisogno di essere aiutato da tutti. Bello quindi ricordare quel che dice l’introduzione al testo Animazione e governo della comunità: “il direttore salesiano non è un superuomo, ma solo un uomo. Un uomo che, secondo lo stile di don Bosco, è stato toccato dalla grazia del Signore. Egli sa di non essere solo e accetta e porta avanti il suo servizio facendo del suo meglio, crescendo nella consapevolezza della sua identità salesiana consacrata, mentre cammina con i suoi fratelli e sorelle, invocando ogni giorno il dono della gioia e della forza necessaria, sicuro che Dio è presente in tutte le concrete circostanze della vita”.



 

Copyright © 2020 Circoscrizione Salesiana