Genova: la visita del Rettor Maggiore

Don Angel Fernandez Artime a Sampierdarena

   Don Angel Fernandez, il don Bosco oggi, visita Genova per la prima volta, sul finire di novembre 2015 che ci ha regalato un cielo sereno e un tiepido sole. Calorosa l’accoglienza dei Salesiani: per Lui e per noi il più caro degli incontri che segneranno le due giornate. Ascolta la presentazione di ognuno dei confratelli e le parole del Direttore della Comunità. Emerge il dinamismo e la vitalità di un’Opera interculturale che vive il Progetto Europa e desidera rispondere ai bisogni d’accoglienza di minori profughi non accompagnati.

Il Rettor Maggiore don Angel, nel suo intervento, inizia la ritornante melodia che l’accompagnerà nei due giorni di incontri: no alle nostalgie del passato, impegno nel presente che è accoglienza e guardare al futuro con speranza. La casa salesiana è casa di tutti, ha la porta aperta ai giovani più in difficoltà.

Nel pomeriggio, alle ore 17,00, don Angel incontra i giovani dell’Oratorio e la famiglia salesiana.

Presentazione delle varie scuole, dei gruppi oratoriani e un diluvio di domande alle quali puntuale arriva la risposta del Rettor Maggiore. Colpisce la serena domanda di un ragazzo della scuola elementare: “Come è nata la sua vocazione salesiana?” La risposta: Figlio di pescatori di una famiglia che non ha possibilità di farlo studiare. Con l’aiuto di una signora entra in una casa salesiana. Poi si iscrive all’Università, ma sente che altra è la via per essere felice e diventa salesiano. Superiore in Argentina per cinque anni e, infine, due anni fa eletto Rettor Maggiore.

Interessante poi la risposta alla domanda “Come vede i giovani in Italia oggi?” I giovani italiani, risponde, sono come i giovani del mondo.  Essi cercano accoglienza ed hanno bisogno di incontrare testimoni della fraternità, al di là della crisi che essi non hanno creato. Alla crisi bisogna rispondere con la speranza.

 

Alle 20,30 Don Angel incontra la numerosa comunità latino-americana, i Latinos en Don Bosco.

 L’entusiasmo s’accende al solo suo apparire in sala. L’accolgono con Bienvenido danzando.

Vivamente partecipe don Angel pare commosso quando inizia a parlare nella lingua madre ad immigrati che lo sentono uno di loro. Chiede alla Comunità dei Latinos di essere se stessi nel paese che li ospita, di accogliere ed essere accolti rispettando e salvaguardando la diversità che è Ricchezza, donando i propri valori.

Domenica 29 novembre, alle 11, 30 celebrazione della Santa Messa con tutta la Grande Comunità del Don Bosco. Bambini, giovani italo latinoamericani, studenti delle Scuole Don Bosco e adulti che si assiepano in piedi lungo gli spazi laterali della navata della Chiesa. È una visione grandiosa e Don Bosco sorride a noi dal cielo. “Segnor, tien pietad de nosotros”, lo struggete invocazione del perdono, cantato in spagnolo coinvolge tutti e commuove don Angel… Dopo il pensiero sull’Avvento, nell’omelia, risuona nella chiesa il suo grazie.  I canti in spagnolo gli dicono che a Genova si sta vivendo la realtà del sogno di don Bosco. Lui mandava i suoi missionari dell’America Latina e oggi i Latinos bussano alla porta di casa nostra. Vede la reciproca accoglienza e nella diversità invita ad accogliere e dare la propria ricchezza, il positivo e non il negativo.

 Alle ore 16,30 Don Angel incontra al Palazzo Ducale, nel tempio della cultura, la città di Genova. Porgono il saluto il Presidente della Regione, il Prefetto e il Sindaco della città.

A nome del Cardinale porge il grazie della Chiesa genovese il Vescovo ausiliare Mons. Nicolò Anselmi. Era presente anche il comandante dei carabinieri della Liguria, Paolo Carra. Dopo una breve presentazione del n. 17 della Rivista “Il Tempietto” segue l’intervento del Rettor Maggiore. Calorosa l’accoglienza del pubblico che applaude, caldo e affettuoso il suo “Grazie alla città”.

L’incontro gestito in modo brillante da don Maurizio è riuscito a convincere tutti della semplicità dell’essere con Don Bosco per affrontare nel suo stile i problemi emergenti nella vita dei giovani di oggi.

 

GRAZIE. Don Angel di essere venuto a Genova. Ci hai regalato il tuo sorriso e il tuo grande cuore… come farebbe oggi Don Bosco. Nel Grazie c’è tutta Genova, c’è l’Opera salesiana di Sampierdarena che vive da 10 anni l’esperimento dell’interculturalità come oratorio e parrocchia italo latino americana.

(a cura di Don Maurizio Verlezza)  


 
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