GENOVA: GIOVANI POVERI E ULTIMI, REALTA’ CHE SFIDA OGGI.

Sfida e risorsa per la Famiglia Salesiana oggi.

Ha avuto inizio questa mattina del 27 agosto la Assemblea ispettoriale della Circoscrizione Salesiana dell’Italia centrale. Quasi 200 i presenti tra Salesiani e laici: due giornate di intenso lavoro con lo sguardo rivolto all’anno educativo e formativo ormai alle porte.

Un appuntamento ormai tradizionale e che sostiene il cammino di condivisione e corresponsabilità che poi lungo l’anno viene vissuto con crescente passione e competenza nelle Comunità Educative Pastorali.

 Ad animare la prima mattinata di lavoro è stato invitato Don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore nella Congregazione Salesiana e già Regolatore del Capitolo Generale 27.

“Giovani poveri e ultimi, una realtà sfidante”!

 Ha iniziato con questa espressione Don Cereda per introdurre il tema che gli è stato affidato: Preferenza per i giovani poveri secondo il CG27.

Non poteva iniziare senza un richiamo a Papa Francesco e al suo intervento nella visita a Torino – Valdocco nel giugno ultimo: “guardate le strade, guardate i ragazzi e fate decisioni rischiose. Non abbiate paura. /…/ Il, salesiano è concreto,  vede il problema, ci pensa e lo prende in mano”.

Il contesto e l’orizzonte di questa rinnovata attenzione, oggi prioritaria come ai tempi di Don Bosco,  è molto chiara.

L’ultimo Capitolo Generale ha evidenziato nel suo ambito la necessità di un rinnovato impegno per essere “servi dei giovani, in uscita verso le periferie e divenendo segni profetici a servizio dei giovani”.

E Don Angel Artime, Rettor Maggiore, nel discorso finale al CG27 non ha avuto paura di affermare: “ Oso dire che sono i giovani poveri quelli che ci salveranno”.

Don Cereda, con un richiamo anche alla sua pluriennale esperienza  di contatto con la Congregazione nel suo orizzonte mondiale,  ha ricordato e presentato la variegata e significativa presenza e azione dei Salesiani nei cinque Continenti con la specifica opzione preferenziale per i giovani poveri.

Questa opzione ora va assunta e presa in esame dalla Circoscrizione e dal prossimo Capitolo ispettoriale, tenuto conto che “l’azione  di Don Bosco e il suo sistema sono basati sulla prevenzione e sull’inclusione; perciò il superamento dell’esclusione e il rafforzamento dell’inclusione sono processi che devono essere  favoriti in tutte le opere. In ogni opera ci sono sempre ultimi e svantaggiati” .

Naturalmente non possono mancare “opere e servizi specifici, che richiedono competenza  professionale, programmi specializzati e collaborazione con istituzioni civili e religiose del territorio”.

L’orizzonte anche nella Circoscrizione è ampio e vario: “la cura dei giovani poveri è una preferenza e non una scelta esclusiva”.

E il pensiero va agli Oratori e ai Centri di Formazione Professionale, agli Istituti scolastici chiamati a formare leaders nell’ambito culturale e professionale.

Ma non meno il riferimento è per le esperienza con i latinos equadoregni a Genova e dominicani a La Spezia, e i rifugiati politici a Roma – Sacro Cuore.  E poi il Soggiorno Proposta a Ortona,  il Progetto Rimettere le ali al Borgo Don Bosco di Roma, la Casa famiglia a Sassari e Selargius.

Sono solo alcune delle azioni specifiche in atto nella Circoscrizione.

Conclude Don Cereda: ”Siamo convinti che su questa strada profetica troveremo numerosi giovani e laici che sapranno mettersi in gioco, con cui condividere questo impegno carismatico. Troveremo pure ragazzi e ragazze che sapranno fare scelte vocazionali apostoliche, che li impegneranno per tutta la vita.

 
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