Alcune scelte qualificanti

Per i gruppi giovanile facciamo alcune scelte:

[1] Costruire un ambiente di famiglia, attraverso interventi appropriati e strategicamente pianificati, dove vive la pedagogia della vicinanza, delle relazioni e dell’affetto dimostrato: un ambiente di confidenza in cui le proposte educative ed evangelizzatrici siano credibili e assimilabili per l'intensità delle relazioni personali e il clima di gioia condivisa.

[2] Optare per il gruppo come l’ambiente privilegiato in cui si sviluppa la proposta associativa salesiana: una varietà di gruppi, aperti a tutti i giovani, i veri protagonisti, e che esprimono la diversità degli itinerari pedagogici nei quali si diversifica la nostra proposta pastorale. Questo criterio implica ulteriori attenzioni:

  • creare pluralità di proposte e ambienti di ampia accoglienza secondo i diversi interessi e cammini dei giovani, partendo dalla situazione in cui essi si trovano, rispettando il ritmo di sviluppo che è loro possibile;

  • curare in modo particolare i gruppi di formazione e d’impegno cristiano, coronamento dell’esperienza associativa;

  • qualificare e formare continuamente gli educatori e gli animatori;

  • offrire tempi intensi di convivenza/condivisione di vita (ritiri, campeggi, giornate) come momenti di conferma e di rilancio della decisione associativa e cristiana dei gruppi;

  • fare oggetto di riflessione e di revisione nella CEP il funzionamento, l’efficacia educativa e gli interventi formativi dei gruppi giovanili.

[3] Educare con il cuore e con lo stile dell’animazione. Lo stile dell’animazione comporta:

  • un modo di pensare la persona umana che la riconosca capace per le sue risorse interiori di essere impegnata e responsabile dei processi che la riguardano;

  • un metodo che guarda il positivo, le ricchezze e le potenzialità che ogni giovane si porta dentro, offrendo un’ azione di promozione;

  • uno stile di cammino coi giovani, che suggerisce, motiva, aiuta a crescere nel quotidiano, attraverso una relazione di tipo liberante e autorevole;

  • l’obiettivo ultimo e globale di restituire ad ogni persona la gioia di vivere pienamente e il coraggio di sperare.

L’animazione ha il volto concreto di una persona: l’animatore. Egli ha un ruolo preciso e indispensabile. Sebbene questo ruolo vari nelle situazioni particolari a seconda del tipo di gruppo, possiamo esprimerlo così:

  • incoraggia la formazione di gruppi e il progredire delle ricerche, riflessioni, attività e ideali;

  • aiuta, mediante la sua competenza e la sua esperienza, a superare le crisi del gruppo e a intessere rapporti personali fra i componenti;

  • presenta ai giovani elementi di critica e di approfondimento, affinché sappiano indicare le loro proposte, i loro desideri e le loro ricerche;

  • favorisce la comunicazione ed il collegamento fra i gruppi nella CEP locale;

  • accompagna i singoli componenti nel loro processo di crescita umana e cristiana.

[4] Il gruppo giovanile deve tendere al suo inserimento sociale ed ecclesiale secondo la propria opzione vocazionale. In quest’ottica l’esperienza associativa salesiana deve promuovere:

  • una preparazione ed un accompagnamento che rendano il giovane capace di partecipare alla vita della società, assumendo le proprie responsabilità morali, professionali e sociali, e cooperando con quanti si adoperano a costruirla più degna dell’uomo;

  • un inserimento attivo nel civile, attraverso la promozione di diverse associazioni al servizio del bene comune nella società;

  • un inserimento nella comunità ecclesiale, aiutando i giovani ad un sincero amore per essa, quale comunione di tutti i credenti in Cristo e sacramento universale di salvezza.

I gruppi locali si ritrovano nel Movimento Giovanile Salesiano (MGS): i singoli, i gruppi e le associazioni giovanili che, mantenendo la propria autonomia, si riconoscono nella spiritualità e nella pedagogia salesiana, formano in modo implicito o esplicito il MGS (v.capitolo VI, n.2.5).

[5] Creare comunità di giovani-adulti che permettano la cura della loro vita cristiana e la sua condivisione. Sono luoghi in cui si condivide la vita, si discerne la volontà di Dio nell’ascolto della Parola, si celebra, si prega e si assumono impegni pastorali per i vari contesti ecclesiali in cui i membri sono inseriti.

Le comunità giovanili sono un luogo privilegiato per il discernimento vocazionale e offrono ai giovani-adulti un aiuto prezioso per l’approfondimento, giorno dopo giorno, della fede professata, celebrata, vissuta e pregata (cfr. Porta Fidei 9). 

 
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