Storia

Un sogno che continua

La Società di san Francesco di Sales fondata a Torino il 18 dicembre 1859, alle ore 21.00, nella camera di don Giovanni Bosco. Si riunì un gruppetto di 17 persone: un secondo sacerdote, un diacono, un suddiacono, 13 chierici e uno studente. Cinque anni dopo la comunità fu riconosciuta dalla Santa Sede. Le sue Costituzioni (la Regola) vennero approvate da papa Pio IX nel 1874.

Inizialmente, fu il ministro Urbano Rattazzi, il quale con spirito anticlericale aveva abolito le congregazioni religiose, ma consapevole della portata sociale dell'opera di don Bosco, a suggerire al fondatore una forma di comunità religiosa conciliabile con le leggi dello Stato. La proposta di Rattazzi era quella di un'«associazione di liberi cittadini» uniti a scopo di beneficenza, che rispettassero le leggi dello Stato e pagassero le tasse. Per questo motivo Don Bosco adottò per i superiori delle sue comunità una nomenclatura "civile". Al superiore provinciale affidò il nome di "ispettore", al superiore di una comunità locale quello di "direttore" e al padre economo quello di "prefetto". Il padre generale della congregazione ebbe il titolo di "Rettor Maggiore".

Giovanni Bosco operò come sacerdote fra i ragazzi di Torino, per i quali istituì oratori destinati ad accoglierli durante il giorno, e fondò anche scuole speciali per avviarli alle professioni. Attorno a lui, soprattutto tra i ragazzi che accoglieva, cominciarono a sorgere vocazioni: questi furono il primo nucleo di quella che sarebbe diventata la congregazione.

Dall'Italia, si diffusero rapidamente prima in Francia e in Spagna, e in seguito in molti altri Paesi europei ed extraeuropei.

 
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