Morte del sig. Luigi Bovo

Della comunità salesiana di Firenze

  


Omelia esequie Gigi Bovo

 

Gigi nasce a Mirano (VE) il 2 gennaio del 1945 da Angelo e Maria Provato. Dopo la scuola elementare frequentata a Villanova (PD), nel 1958 entra nell’aspirantato salesiano di Pietrasanta dove compie gli studi della scuola media e del ginnasio fino al 1963.

Il giudizio di ammissione al noviziato dei formatori di allora delinea bene la personalità del giovane Gigi: "carattere buono, quantunque presenti qualche difficoltà all’obbedienza pronta, è di buona pietà e diligente”.

Entra nel noviziato di Pinerolo e al termine emette la sua prima professione religiosa il 16 agosto del 1964. Nella domanda al noviziato Gigi così si esprime: “conosco gli obblighi che mi assumo emettendo la professione, così come la portata dei voti e le regole. Ho fatto tutto quello che ho potuto per praticarle durante l’anno di prova. E conoscendo la mia debolezza, spero con la grazia di Dio, di metterle in pratica, d’ora in avanti, con maggiore esattezza”.

È interessante notare che nei giudizi insieme "alla pietà, allo spirito religioso e alla moralità buone vengano evidenziate anche una indole cocciutella, facile a discutere e a criticare in base alle sue vedute”. Dunque una umanità ricca e nello stesso tempo bisognosa di essere plasmata e fatta crescere”: è davvero il processo di formazione che ogni salesiano è chiamato a fare a partire dalla sua umanità, dal carattere che si ritrova e con la grazia di Dio portarlo a maturazione fino al giorno di Cristo Gesù!

Lorenzo Maffeis, don Alberto Rinaldini e altri confratelli lo ricordano come una persona che ha dato tanta importanza all’amicizia e un amico fedele.

E’ bello leggere quanto lui scrive nella domanda alla professione perpetua (emessa nel 1972), consapevole del cammino compiuto, delle fatiche, delle gioie ma nello stesso tempo della certezza che il Signore lo chiama ad essere con Lui per i giovani: “da tempo mi sono andato preparando, in tutta serenità, con lo studio, la preghiera ed il consiglio a valutare la mia situazione, in vista di una soluzione, che miri al bene della mia persona. Non mi sono affatto tenute nascoste le difficoltà che l’opzione per la vita religioso-sacerdotale salesiana comporta; e neppure credo di essere così perfetto da possedere già le qualità del religioso perfetto. Credo però, che la missione a cui Cristo invita tutti i fedeli, e in special modo chi consacra a Lui tutta la vita, cioè di renderlo attuale nel tempo con la predicazione della sua parola e la carità, valga la pena di essere seguita. Don Bosco a questa missione ha dato un volto speciale. Questo spirito di don Bosco permea oggi la vita dei figli nel loro stile di azione, nelle mutue relazioni e nella relazione con Dio. Per questo faccio domanda di essere ammesso ai voti perpetui”.

Il cammino di formazione di Gigi è personalizzato e tarato sulla sua persona e le obbedienze date e ricevute mirano a farlo crescere nel discernimento della sua vocazione: da un lato c'è la sua grande bontà, la sensibilità spiccata, la passione per i ragazzi e lo spirito apostolico sentito, dall’altro il suo carattere timido che per difendersi tende alla critica. C’è un elemento in positivo che colpisce nelle diverse osservazioni: “assiste con impegno, si presta con generosità nel doposcuola e quando può nell’oratorio. Molto impegnato nell’assistenza”; sempre presente all’oratorio, – ci ricordano don Maurizio e don Alberto nei suoi ultimi anni a Sampierdarena – vicino ai ragazzi più bisognosi. “settantenne sostavi tutto il pomeriggio nel cortile tra i giovani”, chiosa don Alberto Rinaldini. Alla domenica davi una mano come diacono per la Santa Messa dei latinos”.

Chi non sta in mezzo ai ragazzi per lui non poteva neanche parlare di vocazioni, perché la vocazione viene da Dio ma passa per un contatto diretto e quotidiano; è il sacramento salesiano della presenza, che Gigi ha sempre vissuto tra i ragazzi fino all’ultimo respiro!

Le tappe della sua formazione lo portano dopo il noviziato a vivere il postnoviziato a Nave dal 1964 al 1967, il tirocinio a Vallecrosia dal 1967 al 1968, a La Spezia dal 1968 al 1970, lo studio della filosofia e della teologia frequentando prima l’università Lateranense risiedendo a Roma Mandrione dal 1970 al 1972 e poi a Roma Testaccio frequentando l’UPS dal 1972 al 1973. Dal 1974 al 1979 è a Genova Sampierdarena come assistente e studente di teologia. Nel 1978 è ordinato Diacono. Nel 1979 si trasferisce a Firenze Istituto dove è insegnante fino al 1990. Personalmente lo ricordo quando, bambino, lo vedevo come catechista in parrocchia.

La licenza in Filosofia e gli esami sostenuti nell’Università di Siena gli permettono di ottenere l’equipollenza e l’abilitazione per la scuola di primo e secondo grado. Nella scuola è stato insegnante di italiano e di storia dell’arte.

Dal 1990 al 2002 è insegnante nel liceo di Alassio, da lui definito come il periodo più bello della sua vita salesiana per la bellezza delle relazioni sia con gli allievi che tra i confratelli. Dal 2002 al 2003 è a Genova Sampierdarena come insegnante. Dal 2003 al 2004 si trasferisce all’Università Pontificia Salesiana di Roma per un periodo di aggiornamento e studio di scienze della comunicazione sociale. Nel 2004 fino al 2018 è di nuovo nella comunità di Sampierdarena come insegnante all’ITI e al Liceo e dal 2018 fino al giorno della sua morte nella comunità di Firenze istituto.

Pensiamo a quanti ragazzi avrà incontrato e aiutato in 57 anni di vita religiosa!

Dice di lui don Maurizio Verlezza: “ho sempre apprezzato la sua vasta cultura su vari campi che metteva a servizio dei giovani”. E poi ci ricorda che quando arrivava un gruppo a Sampierdarena si prestava come guida della città di Genova, di cui sapeva tutto. “Grande il suo senso della giustizia. È sempre stato di stimolo per la comunità e in modo particolare per i direttori… ma ha sempre amato la comunità. Era vicino ai confratelli più fragili”. Gigi non amava la formalità e quando annusava che ci si rivolgeva a lui in questo modo si irritava o si ritraeva. Ricorda don Francesco Marcoccio nella sua ultima conversazione avuta con lui: “sui fondamentali della vita salesiana (identità consacrata, legame con il Signore, credere nella vita fraterna, presenza in mezzo ai ragazzi) era profondamente appassionato. Un particolare: mi ha chiesto di portargli la piccola croce del buon pastore consegnata ai salesiani dopo l’ultimo capitolo generale, era il suo desiderio di vivere da salesiano fedele a don Bosco e al passo con i tempi”.

Le figure bibliche proposte in queste letture che ho scelto sono probabilmente adatte a rappresentare Gigi. Giobbe è la figura del credente integerrimo, che non crolla neanche quando perde tutto e che vuole stare davanti a Dio per avere una spiegazione di tanto male. Il racconto evangelico ci presenta invece la figura di Natanaele come un uomo senza mezze misure, sia nel bene che nel male. Apostrofa pesantemente gli abitanti di Nazareth senza appello e non dà credito a quel che gli dice Filippo. Sempre don Alberto ci consegna un ricordo particolare: “Gigi non è come a volte lo si vede” – diceva – “C’è un Gigi generoso, comprensivo, autentico che dovrebbe essere noto a tutti”.

Natanaele dopo il primo momento è poi pronto ad andare a incontrare Gesù e poi riconoscere che è il Figlio di Dio. E questo perché – Gesù lo aveva capito – in lui non c’era falsità. Quando non c’è falsità ci sono sempre speranze anche se i segnali del carattere non sono sempre incoraggianti visti dall’esterno. Gesù prefigura già la sua Resurrezione alla fine di questo episodio e fa capire che Natanaele in qualche modo la vedrà. Gesù apre i cieli, crea uno squarcio, mette in comunicazione definitiva cielo e terra e gli angeli che salgono e scendono ne sono la testimonianza. La scala di Giacobbe è ora sostituita da Gesù stesso che si fa strada tra cielo e terra perché noi possiamo salire. Caro Gigi, tu sei salito all’improvviso, senza lasciarci il tempo di salutarti, ma del resto non amavi i convenevoli. Adesso che sei lì dove tutto acquista finalmente un senso, dal Paradiso salesiano prega per noi.

 

 

 

 
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