Girò l’angolo e non la vidi più

Il romanzo di don Carlo Russo


La vita di un giovane si realizza se indovina l’Amore e la modalità di amare. È questo il senso del romanzo “Girò l’angolo e non la vidi più”, scritto da don Carlo Russo e pubblicato da Albratros nel mese di gennaio 2021. Don Carlo, abruzzese di Sulmona, è attivo da anni in campo musicale. Le sue opere si possono trovare sul suo canale Youtube “Dillo con la musica”. “Girò l’angolo e non la vidi più" è la sua opera prima.

Il romanzo ripercorre la vera storia di Luca e Sally, nomi di fantasia, che scoprono l’amore attraverso le relazioni, a partire da quella che hanno tra di loro. Una storia semplice ma avvolgente, che tocca alcuni passaggi caratteristici della giovinezza.

Così don Carlo racconta i due protagonisti: “Luca e Sally si incontrano quando i pensieri erano altrove, in un momento tipico del procedere dell’Amore, questo li tocca. Si incontrano provvidenzialmente e da questo incontro nasce una storia d’amore, che Sally cercava di reprimere perché era stata ferita dalla separazione dei genitori e aveva paura di innamorarsi. È la mamma stessa che spinge Sally a fidarsi.”

Il rapporto si interrompe a causa di Luca, il quale non riesce a camminare al passo di Sally. È impaziente e non riesce a rispettare la fragilità della sua fidanzata. Luca abbandona Sally e la perde di vista. Si ritroveranno dopo anni, maturi e travolti da un altro Amore. Si parlano con un cuore riconciliato.

Il racconto di questa storia d’amore, che può sembrare una delle tante storie già raccontate e viste, prende una piega inaspettata. Una crescita e maturazione dei personaggi che vive una svolta inaspettata nella trama del racconto.  Don Carlo ha avuto modo di conoscere personalmente Luca, il quale gli ha lasciato in affidamento il diario della sua vitaconsegnatagli dopo la morte del ragazzo. La lettera con cui Luca “consegna la sua vita” a Carlo, riportata nel finale del libro, chiude il cerchio sull’intensità con cui Luca e Sally hanno vissuto la propria vita, nel rapporto tra loro e con gli altri. Sembra una storia che si chiude, ma si apre inaspettatamente.

Don Carlo, che messaggio vuoi dare ai giovani con questa storia?

L’Amore è il “luogo” dove si gioca per sempre la vita e che è importante che si indovino l’amore e la modalità di amare dentro l’amore.

Qual è la concezione di Amore che emerge da questo suo racconto?

È un romanzo che parla d’amore in tutte le sue dimensioni. Come salesiano e sacerdote non è possibile sganciare l’amore dalla Fonte, che è Dio. In questo romanzo emergono amici e amici che non sono mai stati. Intorno ci sono tanti personaggi con tante storie. La famiglia di Sally che vive il dramma della separazione. Ci sono i genitori di Luca che vivono con lui il dramma dell’amore finito. Un amore ferito può essere guarito dall’amore.

Che emozioni ha provato nello scrivere questa storia?

Anche io compaio nella storia. Racconto un po’ di me e della mia presenza. Scrivendo di loro, scrivevo anche di me. Mi passavano davanti i volti, le lacrime e le gioie di tanti ragazzi che ho incontrato. E mi sono reso conto che l’Amore di Dio non lascia a terra nessuno. Va incontro agli uomini per rialzare chi viene ferito nell’amore. Dio interviene attraverso i suoi incontri per curare chi è stato ferito nell’amore.

Lei ha deciso di sottolineare il suo essere salesiano, aggiunge qualcosa al racconto?

Non sono in grado di scrivere un libro di teologia. Ma ho detto “un prete, un sacerdote, senza nascondersi può proporre un romanzo ai giovani, che parli ai giovani e che entri nelle loro vite." Questo è uno strumento pastorale, utile soprattutto ora che non possiamo incontrare i giovani fisicamente. Magari questa piccola goccia può permettermi di incontrarli nel nuovo mondo.

Come hanno accolto il romanzo i suoi confratelli?

È stato accolto con gioia fraterna. Di questo ringrazio il mio direttore, don Roberto Colameo, e tutta la comunità di Roma Don Bosco. Mi sento di ringraziare il Superiore della Circoscrizione Italia Centrale, don Stefano Aspettati per aver permesso la realizzazione di questo mio sogno. 

 

 Comunicato stampa - Albatros - don Carlo Russo
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