Morte del sig. Francesco Fiore

Della Comunità Salesiana di Ancona

   Il signor Francesco Fiore, comunemente chiamato Franco, nasce a San Martino dell’Argine in provincia di Mantova il 17 marzo 1935 da papà Enrico e mamma Maria Paolessi. In famiglia oltre a Franco ci sono due sorelle Rea Silvia e Anna. La sua casa nativa si trova quasi sulla riva del fiume Oglio tra il comune di San Martino e quello di Marcaria. Franco celebra i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella parrocchia San Giovanni Battista di Marcaria, frequenta le scuole elementari a Marcaria e la scuola media a Mantova, percorrendo ogni giorno con il treno 40 chilometri. Nel 1950, il padre impiegato al Genio Civile, va in pensione ed essendo originario dell’Aquila, si trasferisce con la sua famiglia nel capoluogo abruzzese. A L’Aquila Franco fin dal 1950 inizia a frequentare il gruppo scout dell’oratorio salesiano, nello stesso tempo frequenta l’Istituto tecnico conseguendo nel 1956 il diploma di Geometra. Nel Luglio del 1954 in un pellegrinaggio a Lourdes chiede alla Madonna che gli facesse capire cosa volesse Dio nella sua vita. Un anno dopo l’11 febbraio 1955, durante la Santa Messa nella chiesa dei Gesuiti all’interno della cappella intitolata alla Madonna di Lourdes, nel momento della comunione avverte l’ispirazione di dedicarsi alla vita religiosa. Si rivolge ai salesiani nella persona dell’Ispettore di allora, don Angelo Zannantoni, il quale gli prospetta un lungo curriculum di studi in latino tra filosofia e teologia. Spaventato di questa prospettiva così lunga nel tempo, nel 1957, a 22 anni, fa domanda di essere ammesso al noviziato salesiano: "pensando seriamente in questi ultimi temi alla scelta del mio stato, sono venuto nella deliberazione di far parte della grande Famiglia Salesiana in qualità di Coadiutore… La lettera è stata preceduta da fervidissime preghiere a Maria Ausiliatrice, la quale in quest’ultimo periodo ha fatto maggiormente sentire la sua chiamata, invitandomi in questa Famiglia per attendere prima alla mia formazione spirituale, per poi poterla ritrasmettere nel nome di don Bosco a tanti giovani”. I giudizi di coloro che lo dovranno ammettere al noviziato sono molto positivi: “indole buona e mite, di pietà sentita, attivo e intraprendente nel movimento scout, assiduo frequentatore dell’oratorio, può essere un buon salesiano”. Nel 1957-1958 è a Lanuvio per il noviziato al termine del quale emette la sua professione religiosa: “desidero farmi coadiutore salesiano unicamente per assicurare la salvezza dell’anima mia e di contribuire a quella di tanti giovani”. Dal 1958 al 1961 è a Loreto come assistente all’oratorio e insegnante di V elementare. Dal 1961 al 1976 a L’Aquila, nel 1964 emette la sua professione perpetua  “per dedicarmi interamente e per sempre al servizio di Dio nella Congregazione Salesiana”. Questi anni sono caratterizzati da un grande zelo nel lavoro principalmente impegnato nell’insegnamento del disegno nella Scuola Media e nel centro di Formazione Professionale, nelle attività dell’oratorio, nella catechesi e nell’assistenza dei ragazzi che vivevano giorno e notte nella casa salesiana, nello stesso tempo si nota in lui un chiara identità di consacrato con un preghiera intensa, una passione educativa nel portare avanti la missione, un forte attaccamento alla vita fraterna in comunità grazie a un carattere mite, docile, umile e servizievole. Dal 1976 al 79, avendo frequentato un corso estivo triennale di psicologia, viene inviato al Cospes (centro di orientamento pedagogico) di Loreto in aiuto a don Gesuino Monni. Dal 1978 al 1984 è anche chiamato a svolgere il servizio di consigliere ispettoriale dell’Ispettoria Adriatica. Dal 1979 al 2000 viene inviato a Vasto come economo e segretario del centro di Formazione Professionale. Dal 2000 al 2006 a Loreto come economo. Dal 2006 al 2008 ad Ortona come economo, poi di nuovo a Loreto per un anno fino al 2009. Dal 2010 al 2013 a Civitanova Marche Alta nella casa di Riposo per anziani come economo. Dal 2013 fino al giorno della sua morte viene trasferito in questa comunità di Ancona al servizio della comunità e della Parrocchia nella sagrestia, nella prenotazione delle Sante Messe e in vari servizi.  

Nel suo testamento scrive: “sono in attesa della chiamata del Signore e posso dire di avere fiducia nella clemenza del suo giudizio. Questa chiamata quasi la desidero per essere libero da questo corpo ingombrante in attesa della risurrezione ed essere immerso nella felicità eterna dove tutto vicino al Signore sarà amore”. 
 
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