Gli 8 venti portano un’aria nuova in oratorio

Un’opportunità per preparare il domani… di tutti

“Non mi sarei mai aspettata di fare una cosa del genere nella mia vita!”. È stato questo il primissimo commento del primissimo giorno del progetto “Venti20 di Novità” che ha coinvolto il nostro oratorio di Siena. Sono le parole di un’adolescente con i vestiti sporchi di trucioli di legno, alla fine della giornata dedicata al maestrale, il vento che si è fatto portavoce dell’importanza di istruzione e lavoro dignitosi, e che ci ha anche messo alla prova in un laboratorio di falegnameria.

Gli otto venti hanno davvero portato un’aria nuova in oratorio o, meglio, ci hanno fatto vedere con occhi nuovi la nostra realtà, una realtà ricca di difficoltà e di belle persone che hanno voglia di affrontarle, di anime belle che si donano al prossimo.

 

In un momento storico in cui i rapporti si rarefanno, ci siamo trovati, con stupore, ad intrecciarne di nuovi.

Con i ragazzi siamo andati alla scoperta della Caritas diocesana dove abbiamo incontrato i poveri a noi più vicini e i volontari che ogni giorno si prendono cura di loro, e nel nostro piccolo ci siamo messi a servizio.

Abbiamo incontrato i volontari della protezione civile, ci siamo innamorati della loro missione e li abbiamo ringraziati profondamente per quanto si spendono per il bene comune.

Abbiamo riscoperto la bellezza della nostra città, quella bellezza a cui siamo talmente abituati che non vediamo più.

Abbiamo ascoltato i racconti di tanti testimoni: quelli giovani di un ragazzo della comunità Mondo Nuovo, quelli più datati di chi ha vissuto in prima persona l’orrore nazista.

 

Ci siamo rimboccati le maniche per ripulire i boschi e abbiamo aperto le menti per comprendere quanto sia importante il nostro impegno di co-creatori nella salvaguardia di questo mondo.

Ci siamo confrontati su temi di giustizia, discriminazione e solidarietà, principiando dialoghi che risuoneranno per molto tempo nel nostro cortile.

Ci siamo meravigliati della passione che può nascondersi dietro i lavori più umili, e siamo stati felici di scoprire il nostro talento come artigiani e falegnami.

Ci siamo commossi nel conoscere alcuni bellissimi sogni nati nel cuore di ragazzi della nostra comunità qualche decennio fa, come quello della casa accoglienza, e ci siamo emozionati nel vedere che li hanno realizzati e che grazie a quei sogni il nostro quartiere è un posto migliore.

È stata un’estate in cui abbiamo conosciuto il mondo che ci circonda e da quello stesso mondo ci siamo fatti conoscere.

L’impressione, come animatori e adulti dell’oratorio, è quella di aver piantato molti semi in un terreno assai fertile e di aver invitato i più giovani a coltivare insieme le piantine che il Signore farà germogliare. Sognando ad occhi aperti vediamo la possibilità di progetti comuni alle varie realtà che abbiamo incontrato. Progetti in cui i ragazzi possano crescere sperimentando la bellezza del “donarsi all’altro”, dello spendere con gioia la propria vita, situazioni che possano essere una palestra all’Amore nella ricerca della propria vocazione.

 

Mai un progetto estivo era stato così tanto proiettato verso il futuro che ci attende, e quel che resta nel nostro cuore pare proprio un grande dono che lo Spirito ci ha fatto durante questa pandemia.

 

Abbiamo accolto a braccia aperte il progetto “Venti20 di Novità” adattandolo alla nostra realtà, certi che fosse la risposta ad un bisogno concreto dei nostri giovani. E così è stato.

Non sapevamo, però, che avrebbe generato domande e risposte anche nel cuore dei più grandi, bisogni trasversali a tutta la nostra comunità. Non sapevamo che la realizzazione del progetto sarebbe stata una fatica tanto bella quanto dura, che sarebbe stata una prova dentro la prova. Attraverso l’ascolto dei ragazzi e la fatica della progettazione questi mesi ci hanno dato la possibilità di vedere con occhi attenti problemi che altrimenti avremmo rischiato di sottovalutare.

 

Risuonano autentiche, allora, le parole che Papa Francesco ha pronunciato il 19 aprile scorso, durante la Santa Messa della Divina Misericordia: “Cogliamo questa prova come un’opportunità per preparare il domani di tutti, senza scartare nessuno”. A pensarci bene è una frase che ci ha accompagnato durante tutto il progetto, ma che solo adesso, a fine estate, assume un significato denso, un senso profondo. Sono parole che ci fanno venire voglia di ripartire in modo nuovo e inclusivo, e preghiamo che possano farci da guida nel lavoro che ci attende.

 

Ringraziamo i salesiani che ci hanno proposto questo progetto la cui realizzazione e rilettura ci prepara al domani. Ringraziamo le altre case partecipanti, con cui abbiamo condiviso questa strana estate, condivisione che ci ha dato un autentico senso di famiglia.

Ringraziamo i nostri sacerdoti che ci accompagnano, ci sostengono e ci ricordano per quale grande Amore lavoriamo.

Ringraziamo i cooperatori che hanno fatto della salvezza dei giovani la loro priorità anche in questa estate e che aiutano gli animatori nelle piccole e grandi difficoltà, e preghiamo il Signore affinché la loro vocazione sia forte più che mai nei mesi che verranno.

Ringraziamo gli animatori che hanno capito che lavorare a questo progetto ed essere presenti per i più giovani è davvero importante, che si sono messi in gioco con fantasia e determinazione.

Ringraziamo la nostra comunità parrocchiale, variopinta, atipica e ricca di tanti carismi, e chiediamo al Signore di sostenerla nell’unità e nella cooperazione.

Ringraziamo i testimoni di tutte le associazioni, le realtà e le estrazioni che hanno speso il loro tempo nel parlare con i nostri ragazzi e che hanno accolto con meraviglia la possibilità di percorsi condivisi.

Ringraziamo le famiglie che, pazientemente, ci affidano i loro figli e ringraziamo i ragazzi che hanno voglia di raccontarsi permettendoci di stare nel mondo.

Lodiamo il Signore perché, che fuori soffi una leggera brezza o ci sia una bufera, lui cammina al nostro fianco “sulle ali del vento”.

Ilaria Casu

 

 

 

 
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