CorOnline: le voci che uniscono

Cagliari San Paolo si riempie di voci in preghiera

Chi canta prega due volte” diceva Sant'Agostino e chi canta insieme fa Chiesa e comunità che prega e si unisce anche a “distanza”. 
In questi giorni la Comunità educativo Pastorale di San Paolo ha lanciato una sfida: animare insieme, in coro, col canto le celebrazioni del Triduo Pasquale. Ed ecco che la tecnologia e l’ingegno di tanti si sono fatti avanti per mettere insieme tutte le risposte. Si è trattato di un tam-tam di registrazioni casalinghe, in cui ogni membro del coro che anima le grandi liturgie della parrocchia, ha dato il suo contributo. I musicisti hanno preparato le basi musicali dei brani da cantare, li hanno caricati sulla pagina Facebook dedicata, e ogni corista ha registrato sopra la propria voce e rinviato; infine il “direttore”del coro ha assemblato le voci ed equalizzato il tutto. Registrazioni con telefonini, cuffiette, pc e microfoni: è stata una gara d’inventiva, perché là dove c’è la volontà di stare insieme si trovano le soluzioni più ingegnose. Inoltre come diceva don Bosco “Una casa salesiana senza musica è come un corpo senz’anima!” perciò giovani e meno giovani hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa che è stata un’esperienza diversa, insolita, ma vivificante, di come anche il più piccolo contributo faccia la differenza. I cori sono fatti d’insieme di voci che si mescolano e si completano a vicenda, ognuna con le proprie particolarità e caratteristiche, voci che hanno il respiro del cuore, voci che si legano nel servire, voci che si spendono per unire. Ed ecco come una Chiesa vuota si è riempita di voci in preghiera, di persone che hanno fatto ancora comunità anche a distanza.






 
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