Don Bosco il Musical

Storie di affinità

Lo spettacolo Don Bosco il Musical: storie di affinitàè nato come un atto di autentico amore nei confronti dei giovani, dei loro talenti naturali e  della loro fioritura, del loro bisogno di autenticità e profondità nelle relazioni, in un mondo spesso troppo veloce e dimentico del loro cuore assetato di verità; nei confronti della famiglia e delle famiglie, nell’intento di costruire una rete di relazioni  buone, volte all’accordatura umana e cristiana  dei figli in situazioni di smarrimento educativo globale e di franca debolezza della famiglia stessa se lasciata in solitudine educativa; nei confronti della Chiesa, Madre e Maestra che ci ha generati alla fede e ci ha dato così gli strumenti, l’equipaggiamento,  per camminare in percorsi educativi spesso tortuosi e difficili ma sempre in compagnia del Signore Gesù, sotto la guida di Maria Ausiliatrice, seguendo l’esempio di tanti Santi e quindi ha reso possibile che non fossimo mai soli.

 

Dopo i primi 10 anni di apertura quotidiana dell’Oratorio ispirato a Don Bosco e al suo metodo preventivo secondo i criteri di Ragione, Religione, Amorevolezza, con tante proposte ed iniziative estive e invernali tutte volte alla crescita umana e cristiana dei giovani e alla loro paziente formazione da parte della comunità di adulti, la Provvidenza ci ha fornito nel 2016 una nuova e imprevista prospettiva pastorale attraverso la presenza e l’inserimento nella Parrocchia dei Figli di Santa Maria Immacolata.

Viene naturale utilizzare un’espressione di S.E Monsignor Augusto Paolo Lojudice: Dio fa sempre le cose a modo suo e ...l’esperienza della sua originalità e libertà ti lasciano sempre un po' storditi. Questo passaggio, ha in realtà costituito una grande e inattesa sorpresa: la scoperta storica della forte amicizia spirituale e collaborazione pastorale per la salvezza delle anime nella realtà dell’800 tra don Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana, consacrata  e laica, e il Priore Giuseppe Frassinetti, fondatore dei Figli di Santa Maria Immacolata, ad oggi impegnati nell’animazione pastorale  della Magione dove da anni operano i Salesiani Cooperatori per l’educazione e l’accompagnamento dei giovani.

Il tempo è superiore allo spazio, come ricorda papa Francesco e il tempo del Signore, ci precede e ci guida: in questa scoperta e con stupore abbiamo fatto esperienza di essere stati preceduti nella Provvidenza ed è nato in noi un profondo desiderio  di scoprire i dati storici, i contenuti e persino le parole che si sono scambiati Don Bosco e il Frassinetti, uniti a un profondo desiderio di corrispondere alla fecondità tracciata dai nostri Padri Fondatori.  

 

Nel corso del musical non è stata presentata una trama ordinata cronologicamente, non la vita dei due uomini di Dio,  trattata con ordine e precisione, ma un intreccio di relazioni amicali nel Signore unite da un’intesa fraterna, una prassi pastorale affine, volte alla salvezza delle anime e alla promozione umana con l’obiettivo di fare squadra, il gusto di fare il bene insieme, la ricerca di un sincero spirito collaborativo, nel segno della fraternità e dell’amicizia, tratti questi descritti per il Frassinetti e tipici anche dell’operare di don Bosco. 

 

I giovani che hanno messo in scena lo spettacolo  sul palco hanno incarnato con vitalità e allegria i tratti  principali della spiritualità di questi uomini di Dio, la carità pastorale, la fiducia sconfinata nella Provvidenza, la devozione eucaristica e mariana, l’apostolato della penna, l’amore e l’attenzione ai più deboli, la promozione dell’apostolato dei laici, con l’aiuto anche del ramo femminile della famiglia salesiana, fondato da don Bosco e formato anche attraverso l’influenza spirituale di don Frassinetti. Molti degli episodi messi in scena fanno riferimento a fatti realmente accaduti, a parole realmente pronunciate che hanno guidato la vita dei primi Salesiani e consacrati FSMI e orientato intere generazioni di giovani.    

 

Non è stato facile arrivare fin qui, con un cast di 50 giovani tra attori/ballerini/cantanti/musicisti, tutti immersi nella quotidianità dello studio e delle molteplici attività, ma anche entusiasti e generosi, profondamente attratti dalla gioia di stare insieme in un clima benedetto di feconda vitalità e motivati dal desiderio di fare squadra e dare voce al santo dei giovani che a loro tanto ha donato. Il cammino è stato lungo: le cose per poterle migliorare, bisogna prima amarle, e amarle non vuol dire coprirle di un incantesimo menzognero, ma vederne tutta la bellezza e tutta la   temporanea incompiutezza, per magnificare, custodire, far fiorire la prima e curare, migliorare, trasformare la seconda; questo ha cercato di essere il nostro stile con i giovani secondo la spiritualità e la prassi operativa di don Bosco. Ogni incontro si è concluso con la consueta Buonanotte di don Bosco quasi sempre sulla Parola, in modo da renderla amica e compagna di viaggio nella quotidiana vita dei giovani. Durante le numerosissime prove in questi 18 mesi non è mai accaduto che fossimo tutti, non una sola volta, neppure la sera della prova generale! E’ stato difficilissimo tenere le fila e in alcune occasioni abbiamo temuto di non farcela! Solo una grande dedizione, il timone fisso  sugli obiettivi volti al bene e alla fioritura dei giovani e le motivazioni da parte di tutti hanno reso possibile arrivare a stasera; ognuno ha fatto il suo lavoro, prima di tutto loro: i giovani, belli e generosi!c’è stato lavoro per tutti e ancora ce ne sarà per chi si volesse aggiungere per le occasioni future. 

 

Volevamo andare in scena nel 2018,  in occasione del centocinquantesimo anniversario della Consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice e del centocinquantesimo anniversario del Dies Natalis del Frassinetti….ci abbiamo messo sei mesi di più….

Con tutto il cuore, ringraziamo oltre a ogni giovane e tutti i giovani, oltre  al lavoro di ognuno, la Divina Provvidenza, che si chiama così perché è colei che provvede per prima.

 

 

I Salesiani Cooperatori del Centro Locale di Siena, 

La Comunità Educativa-Pastorale dell’Oratorio  

con il Movimento Giovanile Salesiano di Siena 

                  sotto la guida di Padre Dino Arciero 

          Parroco e Superiore della Comunità FSMI di Siena


 
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