La sposa bambina

film missionario


Titolo originale: Ana Nojoom bent alasherah wamotalagah
Nazione: Yemen
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 99'
Regia: Khadija Al-Salami
Cast: Reham Mohammed, Rana Mohammed, Ibrahim Al Ashmori, NazihaAlansi, Husam Alshiabali, Adnan Alkhader, Samaa Alhamdani
Produzione: Benji Films, Hoopoe Film
Distribuzione: Barter Entertainment
Data di uscita: 12 Maggio 2016

Trama

Una bambina entra in un'aula di un tribunale, guarda il giudice dritto negli occhi e gli dice: «Voglio il divorzio». Nello Yemen, dove non sono previsti limiti di età per poter contrarre matrimonio, una bambina di 10 anni di nome Nojoom è costretta a sposare un uomo di 30 anni. La dote derivante dal matrimonio fornisce alla famiglia della bambina la possibilità di ricevere una piccola entrata economica e l'opportunità di liberarsi di una bocca in più da sfamare. Per tutti si tratta di un accordo legittimo e soddisfacente: per tutti tranne che per Nojoom che vedrà presto la sua vita volgere al peggio (www.filmup.com)

Recensione

Nojoom è una bambina di dieci e vuole chiedere il divorzio. Nello Yemen, infatti, non sono previsti limiti d'età per i matrimoni, così è costretta a sposare un uomo di 30 anni. Questo fornisce alla famiglia della bambina la possibilità di ricevere una piccola entrata economica che serve principalmente a sfamare gli altri figli. Si tratta, quindi, di un accordo legittimo, anche secondo la legge. Ma Nojoom non la pensa allo stesso modo. La sposa bambina è basato su una storia vera tratta dall'omonimo romanzo scritto da Nojoud Ali e dalla giornalista Delphine Minoui e che ripercorre anche il vissuto della stessa regista, Khadija Al-Salami. Lei, che è riuscita a scappare da un marito aguzzino all'età di 11 anni ed è testimone di quello che accade nel suo paese, coglie l'intensità della storia e la trasmette con accuratezza e sensibilità, generando commozione ma anche diverse reazioni. Perché se da una parte risulta incomprensibile come una famiglia e, soprattutto una madre, possano permettere che tutto questo succeda, dall'altro non si può non provare compassione per una bambina che vorrebbe solamente giocare con le bambole ma che si ritrova con coraggio a combattere una battaglia che non può permettersi di perdere. La storia, che non viene semplificata, risulta un documentario autentico sulle ferite indelebili inflitte a chi si è visto strappare il futuro e la dignità, ma che comunque non ha perso la speranza di riuscire a cambiare le cose in proprio favore.

Eppure a risultare vincente è la scelta della regista di concentrarsi sullo Yemen, sui suoi paesaggi – perfettamente valorizzati dalla fotografia di Victor Credi – e sul suo popolo, in modo da fornire un ritratto dettagliato di un paese e di una situazione che meritavano di esser raccontati. La sposa bambina si rivela così un potente testamento sui diritti umani violati dai matrimoni infantili e diventa un simbolo della lotta delle donne che ne sono vittime. (Martina Farci - www.cinema4stelle.it)

 
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