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Tempo perduto sarebbe quello nel quale si fosse fatto male all’anima. (don Bosco)
 
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3 maggio - Omelia dell'Ispettore

 Domenica del Buon Pastore

Don Alberto Lorenzelli

Gesù risorto, oggi, si presenta a noi come il Buon Pastore. Il Buon Pastore offre la vita per le pecore: per ben cinque volte in questo breve testo del vangelo Gesù usa l'espressione "offro la vita per le pecore". Gesù ha offerto la sua vita per noi, per tutti gli uomini, è morto sulla croce per la nostra salvezza, ha accettato la morte perché noi avessimo la vita. "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio..." Ci dice Giovanni nel testo della seconda lettura: "Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente". La vita che ci ha meritato Gesù Buon Pastore è la vita di figli di Dio, già su questa terra ("noi fin d'ora siamo figli di Dio") e per l'eternità: "ciò che saremo non è stato ancora rivelato...ma sappiamo che saremo simili a Lui perché lo vedremo così come Egli è".

Gesù è il Buon Pastore che conosce le sue pecore: conosce ciascuno di noi, ci ama, ci guida, ci segue, viene a cercarci quando ci allontaniamo, mette in pericolo la sua vita, pur di riportarci al sicuro.

Gesù è sempre in cammino, alla ricerca degli uomini: "ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche quelle devo condurre, ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge con un solo pastore". E' il cuore di Cristo, appassionato dell'umanità, perché gli uomini siano salvi; appassionato del progetto di Dio che vuole gli uomini uniti e fratelli, "un sol gregge e un solo pastore". L'unità e la fraternità è la salvezza che accogliamo dalla grazia del Signore, è la vita vera di figli di Dio che sviluppiamo sulla terra, fino all'unità perfetta nella casa e nel cuore di Dio.

La similitudine del Buon Pastore ci aiuta a comprendere la tenerezza di Dio, il suo amore, la sua misericordia, tutto quanto il Signore ha fatto e fa per ciascuno di noi, per la Chiesa e per l'umanità intera..

Ricordiamo il grande salmo 23: "Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla, in pascoli di erbe fresche mi fa risposare, ad acque tranquille mi fa riposare, mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino. Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché tu sei con me. Davanti a me tu prepari una mensa.. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni....”

Noi sappiamo che il Signore chiama tanti uomini a continuare la sua opera, a portare nel mondo i segni del suo amore e della sua salvezza. Ha chiamato gli apostoli, tanti primi discepoli; chiama lungo la storia tanti altri, che siano, per l'umanità, pastori, come Lui e in nome suo.

E' significativo allora che oggi, domenica del Buon Pastore, il S. Padre ci invita a vivere la Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni.

Dirà S. Agostino: "Dio voglia che non manchino ai nostri giorni i buoni pastori; Dio non permetta che ne rimaniamo privi; la sua misericordiosa bontà li faccia germogliare e li costituisca a capo delle chiese. Certo, se vi sono delle buone pecore, vi saranno anche buoni pastori; perché dalle buone pecore si formano i buoni pastori".

Certamente il Signore chiama, dà il dono della vocazione a tanti, si tratta di implorare la grazia della risposta generosa e fedele Nella preghiera chiediamo "che la famiglia sia scuola di formazione evangelica, che i giovani siano coraggiosi testimoni di Cristo, che siano più generose le risposte alla vocazione sacerdotale e religiosa".

Risuona anche oggi l'appello del Signore Gesù: "Se uno mi vuol servire mi segua". Non abbiate paura di accoglierlo. Incontrerete sicuramente difficoltà e sacrifici, ma sarete felici di servire, sarete testimoni di quella gioia che il mondo non può dare. Sarete fiamme vive di un amore infinito ed eterno; conoscerete le ricchezze spirituali del sacerdozio e della consacrazione, dono e mistero divino.

 

Carissimi giovani,

Il Signore ha benedetto in modo davvero straordinario queste giornate vissute insieme. Quanto vorrei che il soffio dello Spirito Santo, che abbiamo sentito a Roma, incontrando Paolo e Don Bosco, si diffondesse dappertutto! Provo una felicità immensa nel vedere tanti giovani, i quali, per la prima volta, si sono trovati insieme dalla Liguria e la Toscana, all’Abruzzo, Marche e Umbria, dal Lazio alla Sardegna, uniti dallo Spirito Santo nel vincolo della preghiera, dell’amicizia e dell’incontro. Abbiamo vissuto un evento storico, un evento la cui incommensurabile portata salvifica ha aperto una nuova tappa nel cammino di conversione ed evangelizzazione della nostra grande Circoscrizione.

Vorrei darvi un mandato che riassumo in quattro parole:


CREDETE: Essere discepoli di Cristo non è un fatto privato. Al contrario, il dono della fede deve essere condiviso con gli altri. Per questo lo stesso San Paolo scrive: «Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1Cor 9,16). Siate pertanto credenti credibili e autentici.


ANDATE: Mettersi in cammino significa voler collaborare con il Signore affinché il suo Regno si compia. Andare per le strade del mondo vuol dire mettersi in gioco, giocarsi tutto, senza rispetto umano per lasciare sulle strade le orme della nostra fede e l’impronta della nostra vita. Andare significa non accettare per noi la mediocrità.


PREDICATE: Annunciare Cristo significa soprattutto esserne testimoni con la vita. Si tratta della forma di evangelizzazione più semplice e, al tempo stesso, più efficace a vostra disposizione. Essa consiste nel manifestare la presenza visibile di Cristo nella propria esistenza, attraverso l'impegno quotidiano e la coerenza con il Vangelo in ogni scelta concreta. Oggi il mondo ha bisogno innanzi tutto di testimoni credibili.


TESTIMONIATE: Cristo, tramite la sua Chiesa, vi affida la missione fondamentale di comunicare agli altri il dono della salvezza e vi invita a partecipare alla costruzione del suo Regno. Sceglie voi, nonostante i limiti che ciascuno porta con sé, perché vi ama e crede in voi.


Carissimi giovani vi accompagno con simpatia, affetto e preghiera nel cammino che volete intraprendere.


 

Il Sogno in Piazza

Ore 20:15. La piazza si riempie di ragazzi. Tra chi partecipava al forum e chi si avvicinava incuriosito, i numeri raggiungono i tremila. La musica inizia e cattura. Presto iniziano a alternarsi ospiti e testimoni. Brevi apparizioni ma significative. Così all'animazione di Gigi Cotichella, segue l'intervento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che invita ad essere testimoni davanti ai coetanei. Le apparizioni si susseguono velocemente: sul palco sale Silvio Spaccesi, con la sua lettura del sogno dei nove anni e la sua testimonianza: “sono entrato nell'oratorio di macerata a nove anni e non sono più uscito”. La musica riprende e dà spazio al ballo: è il momento di Suor Anna Nobili, capace di emozionare attraverso una conversione che trasforma una cubista in una suora. Ora continua a ballare, ma lo fa per Qualcun altro. Don Carlo Russo sale sul palco per testimoniare l'importanza della musica per agganciare i giovani. Poche parole ma molti fatti: dà subito prova di quanto dice con il suo gruppo di giovani. Arturo Brachetti, il più bravo trasformista del mondo, fa la sua apparizione nello schermo, e dà la sua testimonianza di uomo di spettacolo che lavora con i giovani. Ad un uomo di spettacolo ne segue un altro: Marcello Cirillo, divenuto famoso negli ambienti salesiani per il Musical su Don Bosco, si esibisce in due quadri. Il tema è il sogno: un tema fin troppo importante per chi è definito il santo sognatore. Da Cagliari arrivano ad esibirsi i Black Soul, che letteralmente catturano la folla. La buonanotte è dell'Ispettore SdB, don Alberto Lorenzelli: il grazie a Don Bosco è inevitabile. Il punto è messo dai fuochi d'artificio, uno spettacolo che riempie il cielo mentre la musica dei Weighhouse torna a emozionare l'aria.

Passi da pellegrini

 

Il 2 maggio è il giorno dei pellegrini. Sui passi di S. Paolo, S. Giovanni, S. Pietro e Maria. Tutto per arrivare all'incontro con Lui, il Signore della vita. La partenza è al Don Bosco di Cinecittà, con una celebrazione che dice di puntare in alto: il giorno sarà prezioso se saremo in grado di farlo valere.

Così mentre il biennio si avventura dietro S. Giovanni, giovane discepolo che poggia il cuore sul petto di Gesù, il triennio si mette alla scuola di Maria, mentre gli universitari cercano di godere della figura di Pietro. Figure profonde che fanno scuola: ma naturalmente il centro della giornata è uno dei giganti del forum: S. Paolo. Così il vademecum cerca di utilizzare l'arte delle grandi basiliche per mostrare la statura di coloro a cui il Signore ha stravolto il proprio progetto di vita per portarli molto più oltre. E così lasciarsi stravolgere un po' per avvicinarsi a Lui.

La giornata è pellegrinaggio. La fatica rende prezioso il cammino. E alla fine la meta è la riconciliazione: il Signore (e circa un centinaio di sacerdoti) ci aspetta alla basilica di Maria Ausiliatrice. Un'ora della giornata è offerta a questo incontro. Ogni gruppo ha un suo percorso e un momento di incontro. Ogni ragazzo consegna il suo laccio (simbolo di ciò che spinge lontano da Lui) e riceve in cambio uno dei rosari fatti dalle Clarisse di Città della Pieve. Oltre, ovviamente, all'incontro con il Signore.

La stanchezza aumenta con il passare delle ore. La cena diventa una meta ambita. E la speranza di giungere presto al Don Bosco di Cinecittà diventa sempre più forte. Alle 19.30 i gruppi possono veder realizzata la speranza (dalla mistica alla mastica...) per recuperare le forze. La serata sta per aprirsi.

Permetti qualche domanda?

Cosa ne pensi del Forum?

  • Il forum è una bella esperienza, dove conosci tanta gente. È un incontro di tanti ragazzi che credono in Gesù in cui pochi oggi credono.

  • È una bella esperienza da vivere, consoci molta gente nuova.

  • Confronto tra diverse idee.

  • Un modo per conoscere altri oratori e divertirsi.

  • È bello perché ci si incontra con tutti i salesiani d'Italia.

  • Bello.

  • Una bella esperienza.

  • Un organizzazione pazzesca, grande atmosfera, tanti giovani.

  • È una bella iniziativa ad riproporre.

  • Occasione per riscoprire in modo diverso cose che già sapevamo.

  • Sorprendente.

  • Sono stato bene, ma non mi sono divertito.

  • Non sono stato bene, ma mi sono divertito.

  • Bel modo per conoscersi e maturare insieme.

  • Bel movimento, bella esperienza.

  • Bello perché è utile.

  • Una bella idea, accomuna un sacco di giovani.

  • Movimento di giovani, di festa

  • Nuova esperienza, molto carino.

  • Un bel momento perché si conoscono nuove persone.

  • È una cosa importante e divertente.

  • È una bella occasione per fare amicizia.

  • È bello perché sei orgoglioso di quello che fai.

  • È meraviglioso vedere 2000 giovani che si incontrano tutti insieme con la fede che li unisce.

  • Bella esperienza, ben preparato, forse mancano i medici nelle situazioni di emergenza.

  • Bello.

 

 

Come hai vissuto questo momento di pellegrinaggio?

  • Non l'ho fatto

  • Dal punto di vista organizzativo bene. Non sono credente. L'ho fatto per vedere gli atteggiamenti degli altri.

  • Bene.

  • Abbastanza bene.

  • Bene, tranquillamente.

  • Bene, un'avventura che non ho mai vissuto,

  • All'inizio molta fatica, ma la possibilità di conoscere nuove persone e sperare che il pellegrinaggio mi aiuti a confermare la mia decisione.

  • Bene.

  • Stanco.

  • Allegramente.

  • Divertente, ben organizzato.

  • Ben organizzato.

  • Divertente.

  • Tutto bene.

  • La sto vivendo bene

  • Bene, carino, tutto apposto

  • Bella esperienza, momento di riflessione.

  • Bene, un pochino più animata.

  • Sono contenta, bene.

  • Bene.

  • Sono alla 1° tappa. Bho? Si Vedrà!

  • Non ho fatto chissacché, ho vissuto molto intensamente anche in vista della confessione, e poi c'è la possibilità di incontrare nuove persone.

 

Cosa ti ha colpito della mattinata?

  • Il modo della confessione.

  • La serietà con il quale sono stati quatti questi incontri: non c'è stata paura di esporsi.

  • La fede sincera e profonda dei giovani che si accostano al Sacramento della Riconciliazione.

  • Tanti ragazzi, tanti giovani, faremo amicizia.

  • Siamo in tanti ci divertiremo.

  • Il momento dei 7 peccati capitali.

  • Spontaneità della gente.

  • La riunione nella Basilica di S. Giovanni Bosco.

  • Ci siamo divisi per il pellegrinaggio a seconda dell'età.

  • Tanta gente desiderosa di conoscere luoghi sacri.

  • La Messa.

  • Come è stata vissuta la Messa.

  • Il ritrovo davanti la Basilica.

  • La Chiesa di Cinecittà.

  • La gente che era in chiesa.

  • Non abbiamo fatto niente.

  • Avere conosciuto il mio nuovo amico laziale che mi sta simpatico. La possibilità di andare in giro per la Basiliche di Roma.

  • La gente che viene da posti diversi.

  • Si cerca di fare tante attività per unirci anche se non veniamo dallo stesso ambiente.

  • Farci interagire tra noi anche se non si riesce pienamente.

  • Conoscere altre persone e da dove vengono.

  • Il riposo.

  • La riunione col gruppo.

  • La confessione.

  • La preparazione all'esame di coscienza.

  • Il balletto in chiesa.

  • I ragazzi, questo momento (confessioni, ndr) e l'impegno e la devozione che ci mettono gli organizzatori.



 

 

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La prima serata di festa

Finita la cena ha inizio la serata di festa con animazione di social dance. Alle 20:30 la musica si diffonde fino a coinvolgere e riunire sotto il palco tutti i gruppi. Così ha inizio il divertimento: si avverte la stanchezza per il viaggio ma si avverte anche la voglia di passare una serata speciale. Dopotutto 1200 ragazzi insieme non è cosa di tutti i giorni. Alla social dance, segue l'animazine di Gigi Cotichella, con la sua esperienza di oratorio che diventa testimonianza tra un ballo e una battuta. Così in semplicità la serata passa mentre i volontari continuano a mettersi in servizio.
Finita l'animazione sale sul palco Magdi Cristiano Allam per fornire la sua testimonianza di conversione. Mussulmano dalla nascita, frequenta la scuola salesiana del Cairo. Giornalista, si trasferisce in Italia prendendo la decisione di coltivare la sua religione come mussulmano moderato. Alcune posizioni gli costano le minacce degli estremisti islamici. Convinto assertore della ricerca della verità nella libertà, arriva alla decisione di convertirsi al cristianesimo: una sfida che sente particolarmente è quella del dialogo tra fede e ragione. Il suo recente impegno politico fa sintesi di un ultimo binomio tra regole e valori, che vede indebolite nelle dinamiche europee. Nella sintesi che opera, Madgi Allam afferma di aver capito solo dopo la confessione come tutti questi binomi fossero fondamentalmente presenti nell'educazione salesiana, frutti dello spirito di Don Bosco. E da quella prima educazione essi erano presenti nella sua crescita come semi destinati a germogliare. E per questi semi la sua riconoscenza si volge al santo della gioventù.

 

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    IN CAMMINO:
  • Perché un itinerario di preparazione
  • Alla scuola di Paolo per vivere di Cristo
  • Don Bosco: Lettera da Roma 1884
    MATERIALI:
  • 3 maggio - Omelia dell'Ispettore
  • Libretto Vademecum
  • Scusi il forum dei giovani ? forum de che?
  • UN SOGNO: l'inno del Forum MGS 2009
  • Don Bosco: Lettera da Roma 1884
    VADEMECUM:

  • Sponsor
  • Trasporti
  • PASTI
  • ORGANIZZAZIONE LOGISTICA
  • I GADGET DEL FORUM
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  • PUNTI DI RIFERIMENTO
  • Referenti del MGS
  • Gruppi ISCRTTI
  • Scheda di Iscrizione


 

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Sponsor

 


 

L’incontro e altri eventi saranno trasmessi in streaming su www.missionidonbosco.tv e su Telepace.

 

Programma delle trasmissioni:

  • 1° maggio - dalle 17.30 alle 19.00 (GMT+1) Incontro del Rettor Maggiore Don Pascual Chávez con i giovani
  • 2 maggio - dalle 20.45 alle 23.55 (GMT+1) Grande Spettacolo con i giovani in Piazza San Giovanni Bosco
  • 3 maggio - dalle 12.50 (GMT+1), in differita, Solenne Concelebrazione nella basilica di “San Giovanni Bosco” presieduta da don Alberto Lorenzelli, Ispettore ICC
 

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