Alcune scelte qualificanti

La cura della dimensione educativo-culturale nell’azione pastorale privilegia alcuni contenuti operativi precisi:

1) Aiutare i giovani a costruirsi un’identità forte. In un mondo frammentato e piegato sull’immediato, segnato dal relativismo e dalla mancanza di principi, noi salesiani crediamo che il Progetto Educativo-Pastorale possa aiutare a formare nei giovani personalità forti (cfr. Mt 7, 24-27). Aiutiamoli a superare le difficoltà. Pertanto, occorre curare la convergenza di tutti gli interventi educativi per la formazione di una personalità unitaria: una scelta operativa dove tutti gli apporti si integrano fortificandosi a vicenda, in armonia con le aspirazioni e le dimensioni educative, ben gerarchizzate.

Guardando ai giovani con gli occhi di Gesù, li aiutiamo a:

  • formare la coscienza morale e la capacità di discernimento etico per un giudizio motivato e responsabile;

  • crescere nell’autonomia per affrontare la vita con coerenza e responsabilità;

  • acquisire un ricco patrimonio di valori/virtù, conformi al Vangelo (cfr. Cost. 32).

  • confrontarsi con modelli di riferimento credibili riconosciuti in educatori che hanno Gesù, Buon Pastore, e Don Bosco come referente primo (Cost. 11, 21). La qualità del vissuto di questi modelli incide fortemente sul cammino di adesione a Cristo.

2)  Accompagnare i giovani nello sviluppo e nella maturazione del loro mondo affettivo ed emotivo. È un mondo che alle volte fa fatica a esprimersi, sebbene abbia un ruolo fondamentale. Gli affetti e i sentimenti sono criterio-guida del cammino relazio­nale e anche della valutazione etica, ma procedono spesso per un percorso parallelo alla razionalità. Certo è che l'ambito affettivo e sessuale risulta sempre più rilevante in rapporto alla formazione della personalità. È necessario che aiutiamo, so­prattutto gli adolescenti, a gestire le emozioni, i sentimenti, le pul­sioni sessuali e a vivere l’innamoramento come esperienza di cre­scita. L’educazione integrale della persona porterà i giovani ad apprezzare i valori autentici della affettività (il rispetto di sé e degli altri, la dignità della persona, la trasparenza delle relazioni, la fedeltà all’altro/a) e la sessualità come valore determinante per il cammino di maturità.

Curiamo questo aspetto:

  • creando ambienti ricchi di scambi comunicativo-affettivi. I giovani cercano relazioni autentiche, in famiglia, con gli insegnanti, con gli amici, con i colleghi nell’am­biente lavorativo: relazioni che aiutino a trovarsi bene e a procedere con serenità nella realizzazione del proprio percorso;

  • aiutando le famiglie nelle situazioni eterogenee in cui si trovano, apportandovi i caratteri propri del nostro carisma: la familiarità, la disponibilità costante al dialogo e la vicinanza;

  • accogliendo i desideri dei giovani con un’accettazione serena del limite, evitando inopportuni riguardi alla diffusa cultura dell’eccesso;

  • accompagnando i giovani nelle diverse tappe della loro vita, favorendo atteggiamenti legati al servizio e alla gratuità.

[3] Promuovere una cultura che si ispiri all’umanesimo cristiano. Da questo ricco patrimonio umanistico si può assumere una diversa visione del mondo e dell’uomo. Suscitiamo lo sviluppo positivo della realtà culturale nell’unità della fede e della vita:

  • valorizzando quanto c’è di buono nella cultura attuale, attenti a non cadere in una valutazione semplicistica e eccessivamente critica della condizione giovanile (cfr. Cost. 17);

  • promuovendo la cultura della vita, opponendosi alle tendenze distruttive del relativismo, dell'edonismo e del pragmatismo;

  • creando una cultura della solidarietà e dell’impegno, che porti a superare le situazioni difficili lottando contro ogni forma di ingiustizia;

  • facendo dei diversi programmi di comunicazione sociale una proposta educativa orientata a far maturare una mentalità evangelica.

[4] Lavorare per la promozione umana e la competenza umanistica e professionale, affinché i giovani possano inserirsi nel mondo del lavoro come cittadini qualificati. La professionalità deve condurre a far sì che il lavoro sia svolto con crescente competenza e con reale soddisfazione, consapevoli dei limiti e rispettoso dei compiti degli altri, coscienti del proprio contributo per la crescita sociale.

Occorre, inoltre, formare atteggiamenti e strutture stabili nella personalità dei giovani (autostima, socializzazione, partecipazione, autonomia, solidarietà, responsabilità, volontà), che permettano loro di agire da persone libere e le orientino alla comprensione critica della realtà e alla comunione solidale con le persone.

[5] Aiutare a riflettere sulla ragionevolezza della propria fede e sul contributo del cristianesimo alla costruzione delle società in cui viviamo, coltivando una lettura intelligente del messaggio cristiano:

  • un’educazione degli atteggiamenti che sono alla base dell’apertura a Dio (saper rientrare in sé; conoscersi sempre più e meglio nei propri limiti e nelle proprie possibilità; saper stupirsi e meravigliarsi, apprezzando quanto di bene, di grande, di bello c’è in sé e attorno a sé);

  • una formazione religiosa critica e adeguata che illumini la mente e irrobustisca il cuore;

  • un atteggiamento di apertura, di rispetto e di dialogo tra le diverse confessioni cristiane e la pluralità di espressioni religiose

 
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