Comunicatori per vocazione e missione

La nostra qualità di educatori ed evangelizzatori richiede che siamo comunicatori qualificati. La comunicazione promuove la comunione carismatica e la mobilitazione della missione. Ci interessa soprattutto la comunicazione interpersonale tra adulto e giovane, tra laici e religiosi, tra quanti sono ricchi di esperienza e quanti muovono i primi passi nella vita, tra tutti coloro che hanno dei doni da condividere. Il Sistema Preventivo affida l’efficacia educativa principalmente all'incontro diretto, faccia a faccia: incontro di fiducia, di amicizia, di ascolto attento ed interessato. Occorre, dunque, coltivare la capacità di gestire le dinamiche relazionali: la qualità delle interazioni possono condizionare in modo costruttivo o in modo negativo la formazione della personalità; gli atteggiamenti e gli stili educativi si riflettono sugli stati emozionali, determinandone molto spesso il comportamento.

Siamo in una fase di passaggio, attraversiamo un periodo di profonda rivoluzione tecnologica e culturale, le informazioni e il nostro modo di fruirle si stanno digitalizzando. Tutto sta avvenendo in rete e le giovani generazioni (i “nativi digitali”, “cyberkids”, “click generation”) hanno acquisito un’alta capacità di accesso alla tecnologia e alle competenze d’uso.

La tecnologia è uno strumento liberatorio e di empowerment per i giovani; ma pone una questione educativa: l’approccio alla tecnologia è un passo importante nel percorso di crescita e di affermazione della propria identità. I media influiscono sulla maturazione della personalità dei giovani, sulla loro scelta dei valori di fondo, sul loro atteggiarsi verso Dio e l’uomo. Ci invitano a riflettere su ciò che sia esteticamente e moralmente eccellente nella formazione dei giovani e sulla loro incidenza nell’educazione.

 
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